Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; ESERCITO
anno <1935>   pagina <335>
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Corpi franchi del Quarantotto 335
il battaglione, e rinsanguarlo con nuove reclute, sottoponen-doload una ferrea disciplina. Il pericolo era estremo narra Alberto Dallolio X) ma all'Orsini parve che potesse essere sicuramente superato dando l'incarico del comando al capi­tano Inviti, il solo, diceva egli, capace di farsi ammazzare. Lo Zambeccari accolse pronto il consiglio, e l'Inviti, ligio al dovere, accettò il difficile mandato. Si trattava di espellere dal battaglione 54 individui, alcuni dei quali avevano anche parecchi omicidi sulla coscienza. L'Inviti non esitò, fece schie­rare il battaglione sotto le armi, e tra la meraviglia degli ufficiali, che paventavano qualche violenza, chiamò fuor dalle fila coloro che dovevano essere espulsi, ed intimò loro di deporre il fucile. La serena audacia del comandante sgomentò quei tristi; obbedirono. Ma allo sgomento presto sottentrò la sete della vendetta, e l'Inviti fu informato che era stata decretata la sua morte. Con pronta risoluzione egli fece chia­mare colui che sapeva essere il capo della congiura; gli rin­facciò i delitti già commessi e il nuovo assassinio che stava preparando, pure gli offerse il modo di mettersi in salvo. Stupito e commosso, costui ricercò i compagni, impose loro che nessuno dovesse ricercare l'Inviti e ricevuto da questi un passaporto per Testerò, si allontanò da Bologna. La forza morale del giovane comandante lo aveva vinto .
Ai primi di febbraio si erano iniziati nuovi arruolamenti, ma si dovettero sospendere per mancanza di armi e di vestia­rio e quando, dopo il colpo di mano austriaco su Ferrara, il Ministro delle Armi Campello e i colonnelli Zambeccari e Mezzacapo andarono a Bologna per prendere provvedimenti riguardo alla difesa dello stato, si chiese loro il completamento del battaglione, i cui militi erano sempre animati da coraggio e da devozione alla Repubblica.8)
i) A. DALLOLIO, A commemorazione di Pietro Inviti) Città di Castello, 1913, p. 6. 2) Il Tribuno , Roma, 7 febbraio 1849. 3 ) a II 9 febbraio , Bologna, n. 8 del 26 febbraio 1849.