Rassegna storica del Risorgimento

BELGIO INVESTIMENTI IN ITALIA 1869-1890; ITALIA INVESTIMENTI BE
anno <1978>   pagina <192>
immagine non disponibile

192 Robert Vari Nuffel
Non è il caso di soffermarsi sul modo in cui veniva gestita questa industria, affittanza o intervento diretto del duca del Liraburgo. È opportuno, invece, riassumere brevemente la storia della società che ancora oggi è tra i più grandi produttori di zinco del mondo.
Tutto incomincia quando il 24 marzo 1806, Napoleone omologa la conces-sione delle miniere di calamuia della Vieille Montagne, la cui aggiudicazione è stata fatta al Signor Jean Jacques Daniel Dony,4> per un termine di cinquan-t'anni . Questo Dony, era canonico, si occupava di chimica (e lo si diceva anzi alchimista) e asseriva che era riuscito a trovare un procedimento per ridurre lo zinco allo stato di metallo perfetto. Fu, infatti, sperimentalmente fatta la prova (lo dimostra un verbale del 1809, firmato dall'ingegnere dello Stato, Mathieu), che il metallo zinco poteva essere ottenuto industrialmente: un lingotto che era stato posto ad un saggio di laminazione in un'officina di lamiere di ferro di Givet produsse la prima lama di zinco proveniente dalle miniere dell'Impero francese.5* H 19 gennaio 1810, l'Imperatore concedeva al Dony un brevetto per un forno atto ad estrarre lo zinco della calamina ;6) la legge del 21 aprile dello stesso anno dichiarava nel suo articolo 7 che la concessione dava la pro­prietà in perpetuo della miniera, la quale è dunque disponìbile e trasmissibile, come tutti gli altri beni, e di cui non si può essere espropriato se non nei casi e sotto le forme prescritte per le altre proprietà .7)
H chimico liegese costruì nel quartiere Nord di Liegi (Saint-Léonard) i forni necessari alla sua industria; ma se era un tecnico provetto non era un amministratore molto efficace.
La sua attività pratica e la gestione dei suoi impianti di Moresnet e di Liegi erano un impegno troppo gravoso per lui. Il 20 giugno 1813 conchiuse un contratto con un certo Chaulet, negoziante a Parigi, col quale egli riceveva, a prestito, trecentomila franchi a patto di associare il detto Chaulet negli utili.8) Ma questo aiuto non permise a Dony di far fruttificare la sua azienda, per la difficoltà d'introdurre e di diffondere il nuovo metallo nel commercio.
Il 25 agosto dello stesso 1813, l'inventore concluse un accordo con un uomo d'affari brussellese, che si era, per altro, fissato a Parigi, nel famoso hotel comperato nel 1808 dal fallito banchiere Récamier, Francois Dominique Mossel-man. Con quest'atto rogato dal notaio Dujardin,9) Dony vendeva la proprietà dei tre quarti degli immobili de La Calamuie e di Saint-Léonard, con entrata in usufrutto immediata di un quarto e dei due altri quarti alla scadenza del con­tratto con Chaulet. Fu solo dopo il fallimento di Dony ,0) che Mosselman acqui­stò da Chaulet i suoi diritti di socio (17 settembre 1819). Concluse in seguito,
4> L'atto è riprodotto fotograficamente nsWAlbo del centenario della Società (cfr., nota bibliografica) cfr. Cr 21 Dr 10 P 30 queste sigle sono quelle dell'archivio della Vieille Montagne).
> Cfr. Albo erg p. 16 e il volumetto del 1905, p. 18 che dice che Dony è nella obligation de faire des épreuves qui seraient reconnues nécessaire* pour réduire à faide de fourneaux appropriés la calumine de Moresnet à Vétat mélallique.
> Cfr. Albo cit., p. 16 e voi. cit., p. 19: a brevet de quinze ans pour le première fon­derie qui n'o pas et ne peut avoir de rivale dans l'Empire francuis, non plus qu'à Vétranger .
) Cfr* la notevole relazione del conte Lehon, del 16 aprile 1849. o. 31 e Cr 21 Dr 60 P 31.
8> Ivi, p. 35 e Cr 21 Dr 60 P 34.
) Cfr. Cr. 21 Dr 60 P 34 A nota ciclostistalata di VKLLRSSK aggiunta all' Albo cit.