Rassegna storica del Risorgimento

CHIOGGIA STORIA 1849-1866
anno <1978>   pagina <422>
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Pietro Giorgio Lombardo
divisa della marina militare austriaca *j! e con entusiasmo, bisogna ammetterlo, se a Lissa uno di loro riceve la medaglia d'oro al valor militare e altri quindici la medaglia d'argento.9,) Il meschino silenzio su quegli uomini si può capire, non giustificare. Di loro c'era da vergognarsi e anche loro dovevano vergognar; avevano combattuto dalla parte sbagliata, non da quella giusta infelicemente guidata dal Persano.
Resta da rispondere alla domanda da quanto tempo la Curia ha un ruolo tanto importante nella vita cittadina e, implicitamente, perché è tanto vivo il sentimento religioso nella popolazione.
Bisogna risalire al 1797. La popolazione ha perduto colla soppressione del Maggior Consiglio, in cui era largamente rappresentata, uno strumento per far sentire in qualche modo la sua voce, tuttavia è rimasta ancor più danneggiata dall'abolizione del veneto rappresentante, il podestà, perché il potere da lui gestito era rivolto a contenere l'ingordigia della consorteria locale ed era l'autentico difensore delle classi meno abbienti. Dopo Campoformio chi eredita il potere del podestà? Il titolo passa a un chioggiotto, uno della consorteria, ma resta un vuoto di potere. La massa popolare istintivamente si orienta verso chi le dà maggior affidamento: il vescovo, che, almeno in età moderna, non aveva mai avuto un ruolo importante ed era stato tenuto, pur con le dovute forme defe­renti, in una posizione subordinata sia dal rappresentante veneto che dalla con­sorteria locale.
Era crollata una antichissima repubblica, l'impero austriaco aveva dovuto presto cedere all'astro napoleonico ed anche questo si era in breve spento ed erano tornati gli Austriaci. Di fronte a tanta rovina e all'incertezza della propria identità unica àncora di salvezza era rimasta la Chiesa rifugio di tutti i tribolati, che non erano pochi.
PIETRO CIOBGIO LOMBARDO
90) Ma era poi austriaca quella marina? Nel passato il conte Zichy, che fu condan­nato dal tribunale di guerra a Olmìitz per aver ceduto Venezia agli insorti nel '48 pur po­tendola tenere, aveva detto: Noi abbiamo sì una marina, ma non è austriaca, è italiana . H. BENEOIKT, L'Austria e il Lombardo-Veneto in La civiltà veneziana nell'età romantica* Firenze, 1961, pp. 46-48.
91> À.S.V.C., C. BOLLO, mas., b. XII. Intestazione del foglio: K. und. k. Morinezenira-torchio in Wien. ad Nro. 39. Elenco in cui si leggono i nomi dei chioggiotti die ottennero delle decorazioni per essersi segnalati a lassa.
Medaglia d'oro al valor militare a Tommaso Penso (primo timoniere). Medaglia d'ar­gento di prima classe al valor militare a Tommaso Penzo detto Occhiai (timoniere) e a Pietro Ferdinando Varagnolo (marinaio di seconda classe). Medaglia d'argento di seconda classe al valor militare a Francesco Gamba (nostromo di seconda classe), a Giuseppe Gianni e a Tommaso Scarpa (gabbieri), a Luigi Boscolo e a Luigi Antonio Grasso (marinai di prima classe), a Francesco Varisco, a Luigi Penso detto Muncga e a Casimiro Boscolo (ma­rinai di seconda classe), ad Angelo Venturini detto Ciocolin, a Francesco Donaggio, a Vin­cenzo Boscolo. ad Augusto Sfriso e a Giovanni Galimberti (marinai ili terza classe). Si veda l'Appendice.