Rassegna storica del Risorgimento

MANZINI GIOVANNI
anno <1922>   pagina <648>
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dei liberali: converrebbe, pertanto, fare parlare il sullodato mone. Zollio per persona incapace di conpromettere l'esponente, me in pari tempo il Vejepvo avvertisse di non fare giammai conoscere al segretario quanto si tiene in questo foglio. Però rimpiego di.Tenente nei Carabinieri ftìtiatoad altri, e ne ri­mase deluso il ManMA Dliegato di Forlì, dopo aver mancato alle sue promesse, morì; e sicuramente senza aver fatto le pro­messe e debite raccomandazioni a Roma: per coi tutto fu posto in dimenticanza, e chi sì importante servizio rendeva al Governo Pontificio non fu considerato. Venuto in Itimini lrE.mo cardinale Albani, Commissario Speciale per le quattro Legazioni, il Man­zini gli fece conoscere la nuova setta intitolato Federipft'Biefla Èmimm HàMcL.consegnandogli te togli, contenenti: il primo, il piano della setta; il secondo, i ségni e le parole di essa; il terzo, il nome e il paese dei capi dei propagatori e. di alcuni associati. Questa estesissima setta J, in tutta Italia, progressi immensi, ed è quella che, a preferenza di ogni altra associazione, regola oggi il grande piano rivoluzionario. Una, tale ,Teraunicaziou6; j stata importantissima tanto per il Governo del Pontefice, quanto per gli altri tutti d'Italia. Riservasi il Manzini di dare ulteriori schiarimenti e più precisi, se il Governo li bramerà, tanto sul passato, quanto sul presente e iùturo; offrendosi ben anco di tener dietro a qualunque movimento parziale o generale, inno­vazione od altro che fare si tentasse, per fje il tutto conoscere prontamente al Governo di Nostro Signore . Questo Memoriale manca di data; ma è di poco posteriore al colloquio avuto dal Manzini con il card. Albani a Rimiui, perchè nello stesso 1832 il delatore fu compensato con un impiego nella dogana eli Ce­senatico.
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I documenti della delazione Manzini si conservano nell'ai eluvio di una nobile famiglia di Forlì. Li trovò, per il primo, casualmente, un insigne cultore di storia forlivese, Luigi Silva-gni, ora defunto, e ne fece parecchie copie. Una di esse, dal compianto Hilvagni donata ad un suo dotto amiepy e da questi liberalmente messa a mia disposfzxpne, mi Ita consentito di com­pilare questa nota*