Rassegna storica del Risorgimento

BANDIERA TRICOLORE
anno <1925>   pagina <660>
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Nicola Perorelìi
una deputazione a Parigi per far oaosèérB che egli prometteva di ri­chiamare il Necker e di allontanare l'esercii fca deputazione, capita­nata dal duca dì Liancourt, fu accolta dai parigini con grida festosa fra una larga distribuzione M icoecarde 1-nj-chi.ne-' .e rosse-, .ed .al palazzo comunale approvò a nome del m .la creazione; della milizia borghese e la nomina del marchese Lafayette a generale della stessa milizia Il Lafayette, mentre il popolo approvava acclamando, saluto con la spada sguainata, e propose di aggiungere nella coccarda,, fra i -due co-lori della città, il bianco -della monarchia,, ciò che avvenne fra nuovi applausi. Subito dopo, la folla sì recò alla statua di Enrico IV, e si pose sul cappello una coccarda' turchina bianca e rossa. Quando poi, nel iy luglio, andò da Versailles a Parigi, Luigi XVI accettò nel pa­lazzo del comune la stessa coccarda, :,. così fregiato, si presentò da un balcone al popolo delirante.
Da ciò si deduce primieramente clic i colori della coccarda fran­cese furono prescelti non fra. quelli di simboli massonici o di qualsiasi associazione politica, ma per una felice ed improvvisa ispirazione orà--toria e poi per considerazioni militari e politiche.
Si deduce inoltre che la coccarda turchina e rossa, benché pre­scritta unicamente come distintivo; asHìhare, e benché vietata ai cittadini, fu da questi adottata dal 13 al 15 luglio come simbolo politico. Si deduce infine che le gazzette contribuirono efficacemente a diffondere per l'Europa, prima dell'arrivo -il -emigrati francesi, la convinzione di essere atto rivoluzionario ed ostile ai governi assoluti il portar coccarda o ad uno, o a due, od a tre colori.
Certo è che l'uso della coccarda si propagò rapidamente fuori di Francia. Verso il 12 novembre 1789, il Direttorio del circolo dell'Alto Reno, ad istanza dei ministri del re di Prussia, del principe vescovo di Miinster e dell'elettore Palatino, proibiva severamente agli abitanti del Basso Reno e della Westfalia di fregiarsi di coccarde o di altri segni distintivi (1).
Non v'é quindi motivo per escludere a priori l'adozione in Italia di cocéaCde dopo il ià luglio 1789-.
I III
Ed infatti, si sa ; certezza che i francesi residenti in Roma, tanto i giovani artisti dell'Accademia di belle arti, quanto tutti i do-
(1) Gazzetta di Lugano, 1789, n. 48-, P- 3Jf