Rassegna storica del Risorgimento

1864 ; COMITATO NAZIONALE ROMANO
anno <1927>   pagina <130>
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Isabella Bellini
L'OPERA DE COMITATO NAZIONALE ROMANO
Attiva era, la corrispondenza tra i membri del Comitato esiliati, che avevano la rappresentanza del partito in una determinata città, e quelli rimasti a Roma. Gli uni e gli altri comunicavano col Checchetelli, dimorante dapprima a Torino, in seguito a Firenze.
Per corrispondere si servivano di un cifrario (iQ.v così, in caso di sequestro, la Polizia Pontificia non avrebbe scoperti i progetti del Co­mitato.
Inoltre, i membri usavano pseudonimi. Il Checchetelli aveva adot­tato il nome di Flavio M l'avvi Adriano Bompiani, Flavio II; Vincenzo Tittoni, Cencio; avv. Luigdi Alibrandi, Flaminio; Luigi Mastricola, Vit­torio; il pittore Giovanni Costa, Marco; Domenico Ricci, Tevere; il me­dico Clito Carlucci, Cajo. E ancora l'avy. Luigi Dubino aveva assunto il nome, di Vjèìurio; i'avv. Antonio De Dominicis, Enrico I; l'aw. Te­renzio Frediani, Enrico II; il dott. Ange! ucci, Bruto.
* *
Nel '64 rappresentante del Comitato Nazionale Romano a Napoli era il dott. Clito Carlucci (Cajo), esiliato da Roma, che successivamente, per le disagiate sue condizioni economiche, assunse la condotta in un paese delle Marche e fu sostituito a Napoli da Vincenzo Tittoni.
Il Carlucci informava dettagliatamente gli amici romani (2) ed il Checchetelli di quanto avveniva che potesse interessare là loro causa. Aveva frequenti contatti col Prefetto, a cui comunicava le notizie romane.
Così, nel giugno '64, informò il Comitato dell'arrivo a Napoli del Cardinale D'Andrea (3), che la sera stessa fu visitato dal Marchese Gual-
(t) Del cifrario ho ricostruita la chiave.
(2) Cosi erano chiamati i membri del Comitato rimasti a Roma.
(3) V. DE CESARE - Roma e lo Stato del Papa dal ritorno di Pio IX al XX settembre t>. Roma, Forzatti, 1907, voi. II, p. 142. Ma chi fra i cardinali di quel tempo ebbe la più grande celebrità, né solo a Roma, ma in Europa, fu Girolamo D'Andrea, napoletano di nobile stirpe e figlio del Marchese D'Andrea, già Ministro, di facile ingegno e di sciolta favella, per cui discorreva libera­mente, più che non convenisse al suo grado ecc. . V. op. citw p. 143. Il Cardi­nale, o perchè: non si credesse più sicuro a Roma, o che realmente la sua sa­lute cominciasse a deperire, chiese al Papa di andare a Napoli per curarsi. Non