Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; MARINA
anno <1928>   pagina <70>
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Antonia Pannila
si limitò a dare notizia, a pubblicar? e a commentare con molta moderazione ì Concordati latti o in preparazione' prèsso aliri Sfati fi). Ma intanto scoppiava il conflitto con l'arcivescovo di Pisa e, a riaccendere le polemiche, venivano qnelli dell' opposta banda, i fautori cioè delle leggi giurisdizionaliste,, db mossi dal timore di qualche atto di debolezza del Governo, si assunsero il compito di stimolarne la. resistenza e di alzare In vocie 'éòntrs j sostenitori del Concordato.
Al proposito di fondare un giornale da contrapporre al Gìglio aveva accennato in una delle corrispondenze già ricordate il Nord: ma aveva, soggiunto esserne poco probabile l'attuazione,; perchè1 ftj governo vi si sarebbe opposto. Se il tentativo ci fu, non sappiamo ; certo, nessun giornale politico vide la luce all'info ori di quello clericale. Del resto, l'impresa non avrebbe raggiunto alcun effetto pratico, perchè ogni polemica sulla legislazione sarebbe stata impe­dita, come chiaramente aveva fatto intendere l'autorità politica ai redattori del Giglio. Forse per questa ragione si scelse maa via, diversa e più sicura.
Tra il novembre e il dicembre 1857 si costituiva in Firenze una Società, rappresentata da un Comitato dirigente composto di Cosimo Ridotti, Bettino Ricasoli, Ubaldino Peruzzi, Tommaso Corsi, Leopoldo Oempini. e Celestino Bianchi, per la pubblicazione della Biblioteca- civile dell'italiano. Scopo di essa : dare alla luce dei libri sopra ogni materia di sapere umano e il cui fine doveva essere li parlare d'Italia , come scriveva il Ricasoli al Giorgini il 4 dicembre. E aggiungeva che la Biblioteca, avrebbe "esordito con un discorso sulle leggi leopoldine in materia giurisdizionale, scritto dall'aw. Corsi, ma non firmato (gj.
Il volumetto, uscito nel febbraio col titolo Apologia delle leggi di giurisdizione, amministrazione e polizia ecclesiastica pul)bh'catc iwtf Toscana sotto il regno di Leopoldo I, si poteva considerare lavoro collettivo del Comitato della Biblioteca perchè tutti vi avevano portato il loro contributo. Il Peruzzi scriveva al Ricasoli il 15 dicembre : il manoscritto è alla stamperia e sarà bene, come Pav-
(1) 0on Modena (2 noy, Mil'! Baden (iridici), m aratone del VaJIese (12 die).
(2) Lettere W documenti del barone Bettino Ricasoli - Firenze, Le Monnier, ÌM K> 306 - 97.