Rassegna storica del Risorgimento

NICOTERA GIOVANNI ; SAPRI (SPEDIZIONE)
anno <1934>   pagina <380>
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380 Appunti a Notizie
Anche In sezione della Guerra si ò arricchita di disegni delTOiuegna, donati dal comm. Sehiapparalll, di disegni del Morando offerti dal senatore Broglia, Presi­dente della Cassa di Risparmio, di una raccolta di bollettini, di giornali di trincea e di documenti fiumani dati dal prof. Luigi Piccioni e di molti manifesti austriaci nello terre italiane occupate, mandati da Napoli dal prof. Contiero.
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UN MONUMENTO A DON ENRICO TAZZOLL Alla presenza dulie auto­rità della provincia, delle rappresentanze dei Fasci e dei Sindacati, delle Asso­ciazioni combattentistiche e di una folla immensa, il 5 marzo è stato inaugurato a Cannato sull'Oglio (Mantova), sua patria, un monumento alla memoria dell'eroico don Enrico Tazzoli, il martire di Belfiore. Dopo la cerimonia religiosa svoltasi nella chiesa parrocchiale, è stato scoperto nella Piazza Maggiore il busto in bronzo del Tazzoli. Hanno parlato applaudii issimi mons. Tessanoli., véscovo: di ''Segni,, èj l'aw. Fario.
DOCUMENTI DI CORRADO POLITI. È morto ai primi di marzo a Recanali il conte aw. Leonida Politi, 6glio del conte Corrado (Recanati 1819* Firenze 1872), che fu combattente generoso e ardito nella campagna del Veneto del 1848 e durante la difesa di Roma Deputato all'Assemblea Costituente Romana, Corrado Politi fu dalla restaurata autorità pontificia condannato a morte, pena successivomenlte commutata nell'esilio, che scontò a Malta e a Tunisi. Nel 1860 segui Garibaldi nel Mezzogiorno.
Il conte Leonida, console onorario d'Italia a Giaffa, patriota fervente, ha lasciato per testamento tutti i cimeli e gli importanti voluminosi carteggi del padre al Museo del Risorgimento di Ancona. Auguriamoci che questo giovi a spingere qualche studioso ad aggiornare l'ormai vecchia monografia di P. MORICI, Corrado Peliti (Recanati, Simboli, 1900).
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LA MORTE DI UN VETERANO. Domenica 10 marzo si è spento in Milano, ave era nato, alTetà di 92 anni il tenente generale grand'uificiale Cle­mente Rovina, valoroso superstite delle campagne del Risorgimento. Aveva in­cominciato la sua carriera di combattente da ragazzo, quando, durante le Cinque Giornate del 1848, aiutò i fratelli maggiori ad erìgere le barricate, rifor­nendoli di munizioni mentre sparavano dal tetto della loro casa di via San Raffaele contro i nemici appollaiati sul Duomo. A 17 anni era Cacciatore dello Alpi, combattendo a Varese, San Fermo e Laveno, dove fu ferito ad una gamba. Prese parte alla campagna negli Stati pontifici ed entrò per primo in Perugia il 14 settembre 1860, rimanendo ferito ad una spalla: per questo Perugia gli aveva decretato la cittadinanza onoraria. Partecipò quindi alla campagna contro il brigantaggio; nel 1866 fu a Custoza e nel 1900 lasciò il servizio militare attivo per limiti di età, con il grado di generale*
Era decorato di molte medaglie al valore. Il generale Ravina aveva aderito prontamente al Fascismo e a Gurone di Malnato, dove per venti anni fa sindaco, la squadra d'azione del Faccio locale è intitolata al suo. nome. Egli aveva, tra l'altro, fatto parte anche, in qualità di presidente, dalla Commissione recatasi in Crimea per il ricupero dei restì gloriosi del generale Lamarmora.