Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DEL PEZZO DI CAIANIELLO PASQUALE ; NAPOLEONE III
anno <1934>   pagina <861>
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La missione del duca di Caia ni e Ilo, ecc., 861
sopraggiunta dopo la min partenza, e ila mattina ilei 2 settembre partii da Torino per Susa, Chambery. Appena giunto colà irovai mio figlio Campodisola, Segretario della R. Legazione di V. M. a Parigi (3), a me spedito da quei sign.ri Ministri La Greca (4) e Canofari (5), per dirmi che non avessi protratto più oltre il mio viaggio: che il Ministro Thouvcnel aveva dichiaralo loro, in nome dell'Imperatore, non essere altrimenti necessaria la mia gita colà, riguardandosi abbastanza soddi­sfatto delle riparazioni già avute per l'insulto fatto al Brénicr: che un articolo in questo senso sarebbe stato pubblicato nel Moniteur e che l'Imperatore non mi avrebbe ricevuto, poiché, trovandosi in giro nelle sue novelle Provincie, rimettea ogni affare diplomatico al suo ritorno a Parigi. Non posso dissimulare che mi riuscì altamente spiacevole tale nuova. Essa mi mettea nell'impossibilità di presen­tare all'Imperatore la lettera di V. M. e domandargli se alcuna cosa avesse potuto fare pel bene del nostro paese. Il ritorno a Napoli di un inviato di V. M. alla Corte Imperiale, spedito a richiesta del rappresentante di quel Governo, senza che dall'Imperatore fosse ricevuto, mi sembrava un oltraggio alla dignità della Vostra Real Corona, che acquistava maggior importanza per effetto della pubblicità che i giornali napoletani e piemontesi avean dato, a mia insaputa, alla mia missione, e nello stato vacillante delle nostre relazioni estere, temea che potesse produrre i pia rincrescevoli risultamenti.
Informai prontamente, dunque, il Ministro degli Affari Esteri di V. M. di tale novità col telegramma n. 1 ed avea in mente ritornare per altra via a Napoli, affin di evitare Torino e Genova ove la non riuscita della mia missione sarebbe stata commentata a detrimento del Real Governo, quando, a sera, mi pervenne dal Ministro Canofari a Parigi, l'altro telegramma n. 3 con cui si dicea aver informato M. Thouvenel che io mi trovavo di già a Chambery e quindi potrei forse aver l'onore di vedere S. M. colà. Saputo ciò mi adoperai a tutt'uomo per ottenere l'udienza dell'Imperatore; vidi a tal uopo il Prefetto, e ne scrissi al Generale Fleury (6), I* Aiutante di Campo dell'Imperatore.
Non andarono fallite le mie speranze; alle 4 p.m. del martedì 4 settembre fecero le LL.MM. il loro ingresso in Chambery, e, pochi minuti dopo, mi giungeva una lettera del Ciambellano di servizio che mi avvertiva che l'Imperatore mi avrebbe ricevuto alle 4-V.
Mi recai senza indugio al Palazzo.
(31 Gaetano del Pezzo, marchese di Campodisola. poi duca di Caianiello, (1833-1889) addetto della legazione napoletana presso la Santa Sedè, poi segretario a Berlino ed a Parigi, dove, dopo il 1860, rappresentò, sebbene non ufficialmente, Francesco II presso Napoleone IH.
(4) Augusto La Greca, marchese di Polignono (1810-1872) ministro dei Lavori Pubblici* era stato inviato, in questi tempi, in missione straordinaria a Londra
ed a Parigi.
(5) Giuseppe Canofari (1809-1872) che, quale incaricato d'affari napoletano a Torino, ebbe frequentissimi contatti con lì Cavour nel '59 e nel '60. In questo periodo ero stato trasferito a Parigi con il grado di ministro.
Co) Emilio Felice Fleury (1815*1884) ufficiale d'ordinanza del principe Napo­leone nel *48, partecipò al colpo di Stato del 2 dicembre, negoziò, nel '59, l'armi­stizio di Villafranca, consegnò nel '66, Venezia a Vittorio Emanuele II, fu nominato, infine, ambasciatore francese a Pietroburgo- Ci ha lasciato due volumi di <f.Sòu venirsi nei quali, però, non parla affatto della missione Caianiello.