Rassegna storica del Risorgimento

1861 ; INGHILTERRA ; NAPOLI
anno <1935>   pagina <102>
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Pier Silverio Leicht
per un breve volger d'anni (1871-1874) poteva dare al suo animo stanco un gran sollievo; ma a questi conforti se ne aggiunse in quel periodo un altro ben maggiore: a Macerata ebbe la ventura di conoscere la donna soave che elesse a compagna della sua vita e colla quale visse un periodo, ahimè troppo breve, di piena felicità. Essa era figlia del Tenente Generale Trofimo Arnulfi per lunghissimi anni deputato di Corgnè, ed egli la conobbe a Macerata dove era ospite del fratello Anselmo, allora capitano dei Carabinieri. Bella, buona, colta, di animo sereno e diritto, essa per quei pochi anni (1873-76) nei quali potè vivere al suo fianco, riempi di luce l'anima di lui, stanca di tante battaglie, di così lunghe soffe­renze. Egli trovo anche nel suocero un uomo capace di com­prendere le sue alte qualità e gli si affezionò come ad un padre. Il generale era veramente un uomo di grandi doti. Finché visse Cavour era stato uno dei suoi uomini di fiducia; e il conte gli affidò le missioni più delicate. Nel 1856 quando Mazzini era a Genova, Arnulfi viaggiava quasi ogni notte da Genova a Torino, e arrivato in questa città si recava dal conte che lo riceveva in casa sua a tardissima ora, per dar conto delle mene del celebre agitatore e ricevere le istruzioni del ministro. Michele Leicht eccitò molte volte il suocero a dettare le proprie memorie per la famiglia se non per la pub­blicità, ma questi rispose sempre che si trattava di segreti che non gli appartenevano; ricorderò soltanto un aneddoto che mi è pervenuto da domestiche tradizioni. Nel 1859 Napo­leone III era a Milano, dove Arnulfi comandava i carabinieri; a questi riuscì di scoprire in una remota casa di Milano una fabbrica di bombe all'Orsini organizzata da alcuni esaltati collo scopo verosimile di attentare la vita all'Imperatore o al Re. Era sommamente utile per ragioni politiche evidenti che la scoperta rimanesse segreta e tale rimase: se non che un vago sentore dovette aversene negli alti circoli, tanto che un giorno si presentò ad Arnulfi un generale del seguito