Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <1308>
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1308 Ugo Mondello
e se le due citta si dividono p. queste importantissime scissure sarà un gran male essendo tra. loro vecchie discordie municipali Io ho detto la mia idea, ma ini si ripe­teva che bisognava proclamare un poverao per non avere l'anarchia. Credo che domani proclameranno Leopoldo Et. *) Io vado avanti. Tutto dipende dal carattere che il movi­mento italiano prende in Lombardia; p. ciò voglio essere sul posto. Vi scriverò le nuove da ogni luogo d'onde potrò mandar lettere, A Genova mandatemi p. un vapore la mia vaUigia. A Parma, dicono accettata la costituzione: a Modena proclamato il governo del Papa. *)
i mossesi insistevano per Leopoldo IL che il 18 maggio, a seguito dell'avvenuta adesione alla Toscana, nominava a R. Delegato per Massa e Carrara, Raffaele Cocchi della R. Corte di Firenze (Cfr. Atti del Governo Provvisorio di Massa. Lettera del 22 morso del Vicario granducale Bozzi di Pietrasanta. Rapporto del 27 del Commissario Straor­dinario prof. Carlo Matteucci al ministro dell'interno. Decreti del Governo Toscano dal 21 marzo al 18 maggio 1848 in Archivio di Stato di Firenze giornale La Patria di Firenze, Ann. 1848, u. 201 - giornale L'Italia, Pisa, ann. 1848, n. 78. Miscellanea del Risorgimento. Mss. Archivio Mondello).
*) Più che le divergenze a cui accenna il Montanelli la rivoluzione in Lunigiana destava preoccupazione per residui di partigiani del Duca di Modena, specialmente nel carrarese dove una parte della popolazione della montagna parteggiava per il colon­nello estense Ferrari. Il Decreto granducale del 21 marzo, emesso a seguito degli eventi modenesi, che disponeva l'invio di truppe per l'occupazione di Massa e di Carrara, fu sfruttato dal Ferrari come offensivo per le popolazioni della Lunigiana. Di qui l'oppo­sizione di una parte dei carraresi all'annessione della Lunigiana al Granducato di Tosca­na, a cui accenna il Montanelli. D malumore si palesò infatti qualche giorno dopo la partenza del Montanelli culminando in un episodio di ribellione degli ahi tan ti di Antona, paese della montagna carrarese, che non volevano che si effettuasse la consegna alle truppe toscane di alcuni pezzi di artiglieria. Questo episodio di contro-rivoluzione si svolse a Massa il 26 marzo: un'ora dopo il mezzogiorno gruppi di contadini armati invasero la città al grido di: Viva Francesco V Abbasso Pio IX, Chiedevano che i cannoni, una mezza batteria da campagna, rimanessero a Massa per la loro difesa; i contadini disarmarono la sentinella e i soldati del corpo di guardia dell'Arsenale; in piazza assalirono diversi civici, strappando loro le coccarde tricolari. Il Governo Provvisorio chiese soccorsi a Carrara ed a Pietrasanta. Da Carrara giunse una colonna di cittadini guidata dal conte Andrea Del Medico che insieme alle truppe comandate dal maggiore Baldini sbaragliò i dimostranti. Furono operati diversi arresti e iniziato un processo ordinato dal Governo Provvisorio; dall' istruttoria si dedusse che la rivolta fu promossa dal colonnello Ferrari e dal capitano Pietro Guerra, che si servirono di elementi prezzolati, mentre la voce pubblica accennava a un padre gesuita che in quei giorni aveva predicato nei villaggi del carrarese in favore di Francesco V.
Episodi del genere si verificarono in quasi tutta la Lunigiana fino alla metà di aprile. Ad Aulla, intorno al 15 dello stesso mese, contadini armati avevano saccheggiato il paese. A Groguola, venne strappata la bandiera tricolore ed alcuni cittadini, fra cui: una donna, furono costretti a gridare inginocchiati: Viva Francesco VI Le ultime resi­stenze dei franceschisti ritardarono la partenza per il campo Lombardo di una parte di volontari e delle truppe del battaglione Bartolomei, che restarono a presidio di Massa e Carrara. (Cfr, Proclama del Podestà di Massa, L. Guidoni, del 27 marzo 1848; giornale L'Italia, n. 67; Miscellaneo del Risorgimento, Archivio Mondello).
2) Sugli avvenimenti di Parma e di Modena il Montanelli non è esattamente informato, come si rileva dalla notizia che egli dà dell'adesione del Governo di Modena a quello Pontificio. Nel paragrafo li del Decreto 23 marzo., il Governo Provvisorio