Rassegna storica del Risorgimento

CARACCIOLO FRANCESCO
anno <1938>   pagina <498>
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498 Ambrogino Caracciolo di Torchiarolo
Il 28 gennaio giunse a Messina, e il 4 febbraio domandava al mini­stro Acton il permesso di recarsi a Napoli, permesso accordatogli con lettera dell'Acton dell'11 febbraio, non senza avvertirgli che i Francesi vi erano già entrati.
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I privati affari che spinsero Caracciolo a dimandar licenza per Napoli. forono il pretesto per sottrarsi ad un ambiente nel quale ormai respirava a disagio. La marina napoletana era stata distratta in. pieno col disarmo delle ultime navi, ed il re finalmente era in balìa assoluta degl'Inglesi.
H suo temperamento non. poteva consentirgli di restare ammira-glio senza flotta in una Corte piena d'intrighi.
Partito sdegnoso da Messina, intraprese il lungo viaggio per Napoli desideroso di viverci nascosto e tranquillo.
Ma l'accoglienza avuta all'arrivo fu la prima carezza a Ini fatta dal nuovo Governo della sua patria, dove, caso 6trano, se il popolo cioè i lazzeri rimpiangevano forse il re, le classi più elevate e la nobiltà erano tutte affascinate dalle idee repubblicane, e vi avevano aderiti con slancio spogliandosi lietamente dei loro titoli e privilegi.
Vi è di più. Come ha rilevato il Kossmann e ripetuto il Lemmi 2* 1 a Repubblica napoletana fu la repubblica dei Caracciolo. A capo del­l'esercito vi era il prìncipe di Moliterno Girolamo Pignatelli la cui madre Giulia Pescara era sorella di Vittoria che fu. madre al Caracciolo. Gol Moliterno vi era Lucio Caracciolo duca di Roccaromana, Giambat­tista Caracciolo di Vietri era comandante di Castelnuovo, Nicola Carac­ciolo castellano di Sant'Elmo; Fabio Caracciolo di Forino coman­dava il castello del Carmine; il principe di Torella ed il marchese di Sant'Agapito erano membri del Comitato di pubblica assistenza. Un Ottavio un Gennaro ed un Nicolò Caracciolo avevano altre cariche, un Antonio Caracciolo di Brienza serviva come soldato nelle milizie napo­letane. Perfino il principe di Torchiarolo, attaccatissimo al re per dovere militare, aveva sentimenti repubblicani.
Tutti i suoi amici e parenti servivano la Repubblica. Ma che cos'era questa repubblica? Niente altro che ciò che avanzava dalla patria tradita dal re per il quale fuggendo il regno era stato perduto.
I Francesi lo avevano prima occupato e poi abbandonato. Non dovevano i cittadini che amavano la patria darsi un Governo per la
>') R. KOSSMANN, Lord Nelson unti ilerzog Franz Caracciolo, Hamburg, 1895. 2) F, LEMMI, Nelson e Caracciolo e la Repubblica napoletana, 1799, Firenze,. 6. Caxnesecciri, 1898, p. 73.