Rassegna storica del Risorgimento

BRIGANTAGGIO ; FRISIO (CONGIURA DI)
anno <1939>   pagina <589>
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Un episodio della reazione borbonica. La congiura di Frisio 589
il nome ed il ritorno e ad esaltarne, con espressione di sentita commo­zione, le virtù, gl'inganni sofferti e lo spirito di rassegnazione.
In questi giornali si può vedere in quali modi si attuasse, negli ultimi tempi, 1 opera, se opera si vuol chiamare, di quel partito, se partito si vuol chiamarlo. La principale fatica era la compilazione d'indirizzi al ce e alla regina, in occasione dei loro onomastici e compleanni ed in altre ricorrenze. 3)
Però anche questa forma di attività reazionaria, consentita dalla libertà della disputa e del pensiero, se esprimeva i sentimenti di devo­zione e di fedeltà alla dinastia, non poteva ottenere risultati efficaci, duraturi e risolutivi per la mancanza di forza effettiva e di programma organico e tenace.
Ma Fattività borbonica non si esauriva attraverso la sola produ­zione letteraria, perchè altre forme di vita si manifestavano mediante cospirazioni, liste di sottoscrizioni, promesse di aiuti, raccolta di danaro, di uomini e di armi e la segreta alimentazione del brigantaggio.
Lo stesso Francesco H, come vedremo, era sempre l'animatore delle direttive, dei programmi e dei piani reazionari. Le fila dunque parti­vano da Roma che diventata asilo della Real casa napoletana spode­stata, era il centro della reazione, il quartier generale dei briganti, la fucina dove si preparavano i tumulti; si organizzavano le bande, si affilavano i pugnali; di là partivano gli eccitamenti alla rivolta e le scomuniche ai soldati d'Italia. 2)
Ma anche queste attività reazionarie non erano del tutto prive di frequenti tradimenti, di diserzioni e di progressivo assottigliarsi della fila, altrettante prove di una superficiale convinzione e di poca fede per i movimenti insurrezionali preparati a Roma, ove si era sin da principio costituito un Consiglio supremo presieduto dal re spodestato, che for­mulava disegni, statuti, proclami, ordini, regolamenti ed istruzioni.
Veniva intanto costituito un Gomitato centrale in Napoli con il compito di organizzare le forze, coordinare il movimento, stabilire i contatti con i comitati secondari e provvedere alla esecuzione del movimento stesso.
L'attività segreta del Gomitato veniva però messa alla luce in seguito all'arresto del barone Achille Cosenza, nell'aprile del 1862, che ne era stato il presidente e che sottoposto a processo, veniva condannato dalla Corte d'Assise a dieci anni di reclusione* Si veniva a conoscere
0 B. CROCE, Uomini e cote detta vecchia Italia, Laterza, Bari, 1927, voi. II, p. 398. 2) N. Nisco, Storia del Reame di Napoli dal. 1824 al 1860, Tip. Lanciano e Veraldi, Napoli, 1908, p. 193.