Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1848-1849 ; SICILI
anno <1939>   pagina <729>
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Documenti sulla Rivoluzione siciliana del 1848-49, ecc. 729
istruttore lo stesso Crispi. Sono in gran porte inediti, sebbene siano stati consultati più di una volta dai maggiori storici del Risorgimento siciliano e specialmente da Francesco Guardione.
Non occorre indugiarsi a dimostrare la notevolissima importanza del materiale documentario di cui si tratta: basta dire che da esso si ricavano notizie interessanti e di prima mano circa le pratiche svolte dalla missione siciliana a Londra per acquisto di fregate da dotare la marina rivoluzionaria siciliana, circa le operazioni belliche dell'esercito di Carlo Filangieri per la conquista della Sicilia e circa l'attività svolta dal Parlamento siciliano in materia di rifornimenti e legislazione di guerra.
La spedizione siciliana in Calabria ed i dissensi scoppiati tra Giuseppe Ricciardi, già deputato al Parlamento napoletano ed i capi del piccolo esercito siciliano Ignazio Ribotti di Molières e Giacomo Longo, nonché le mene del Cassola e del Fortezza, emissari borbonici in Sicilia per favorire .l'impresa del Filangieri} meritano però un particolare cenno illustrativo nei riguardi dei documenti repertoriati.
Dopo la rivolta di Palermo seguita da tutta l'isola, rimase soltanto in potere dell'esercito regio la cittadella di Messina, che per otto lunghi mesi sottopose la città a crudele bombardamento.
Avvenuto l'eccidio del 15 maggio 1848 in Napoli il Parlamento siciliano decre­tava l'invio di volontari nelle Calabrie in soccorso della rivoluzione, che sarebbe- colà scoppiata. Giuseppe Ricciardi, già deputato di un collegio della Capitanata nel Parlamento napoletano, partito per Malta, in seguito agli avvenimenti del 15 maggio, con alcuni compagni, di là passò in Sicilia ed a Messina premurò Ignazio Ribotti di Molières, Capo dell'esercito rivoluzionario, e Domenico Piraino, capo del Potere esecutivo, a porre in effetto il decreto del Parlamento di Palermo,
Al Ricciardi sembrarono freddi il Piraino ed il Ribotti (forse perchè dubbiosi del sentimento rivoluzionario delle masse calabresi) e se ne lamentò con il Governo provvisorio. *)
H Ricciardi passò lo stretto e recatosi successivamente a Nicastro e a Catanzaro, arrivò alfine a Cosenza centro della insurrezione calabrese, dove invitò a riunirsi pel 15 giugno, i deputati napoletani: voleva, come il cardinal Ruffo nel 1799, racco­gliere in Calabria tutte le forze rivoluzionarie ed ingrossando la fiumana dirigerla su Napoli e travolgere la dinastia regnante.2)
Il generale Ribotti tentò di dimostrare l'inopportunità della spedizione siciliana in soccorso ai calabresi, data l'esiguità delle forze e l'incertezza della situazione. Infatti le popolazioni non appoggiarono le operazioni della colonna siciliana e la spedizione ebbe esito disastroso; costretti a ritirarsi fino alla marina di Catanzaro, i superstiti, trai quali lo stesso Ribotti ed il generale Giacomo Longo, che combatteva ai suoi ordini, s'imbarcarono su alcuni trabaccoli e fecero vela per Corfù, dove speravano trovare asilo all'ombra della bandiera britannica, ma, catturati in vista dell'isola, furono condotti prigionieri nel continente.
Il Ribotti venne rinchiuso nel Castel Sant'Elmo e vi rimase per ben sei anni. Liberato sul finire del 1854, vi fu soccorso dal Fabrizi e da Francesco Crispi, il quale
n I GDABDIONE, La Spedizione calabro-sicula, in Memorie della Rivoluzione siciliana dell'anno 1848, pubblicate nel cinquantesimo anniversario del 12 gennaio a cura del Municipio di Palermo, Palermo 1898, voi, lì,
a) jjj, MICHEL, Biografia di Giuseppe Ricciardi * in Dizionario biografico del Risor­gimento nazionale, voi. IV, Milano 1937, p. 67.