Rassegna storica del Risorgimento

MODENA ; GIORNALISMO
anno <1940>   pagina <1006>
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Leocadia Dalzini
IV,
L'INDIPENDENZA ITALIANA, Giornale Politico Letterario, usci il 26 marzo dalla tipografia di Andrea Rossi che col n. 4 del 6 aprile venne sostituita da quella degli Eredi Soliani; i giorni fissati per la pubblicazione furono giovedì e domenica, ma, poiché col n. 9 del 26 aprile fa aggiunto un terzo numero, vennero stabiliti a lunedì, mercoledì e venerdì. Editori proprietari furono Nicola Zanichelli e G. librai sotto il portico del Collegio, presso il negozio dei quali fu collocato l'ufficio della redazione e dell'amministrazione. Modellò la propria composizione su quella dell'Italia Centrale dalla quale si distinse perchè non accettò mai scritti anonimi, stampò avvisi e inserzioni a pagamento come il Diario e, pur pubblicando gli Atti del Governo, non riservò ad essi una vera parte officiale; inoltre non ebbe un unico direttore ma una redazione che componevasi di: Antonio Araldi, Francesco Manfredini, Pietro Pac­chioni, 2) Erio Sala, Giuseppe Taboni, Luigi Zini, i fratelli Cesare, Angelo, Fortunato Rovighi. Tra i corrispondenti, accanto ad alcuni dell'Italia Centrale come Giovanni Sabbatini, Ludovico Bosellini, Cesare Campori, Luigi Carbonieri, Prospero Padoa, comparvero i nomi nuovi di Fran­cesco Carbonieri,3) Michele Miani,4) Camillo Monzani, Giovanni Vecchi.
L'Indipendenza Italiana fu unita all'Italia Centrale per l'identità dello scopo, tuttavia volle attuarlo battendo una strada opposta;
*) ANTONIO ARALDI (Modena 1821-Bologna 1891). Compì una brillante carriera militare che iniziò nel 1848 capitanando un corpo di volontari modenesi e battendosi valorosamente a Governolo. Dopo Novara passò nell'esercito piemontese, fece la cam­pagna di Crimea e prese parte a tutte le guerre di Indipendenza raggiungendo il grado di Tenente Generale. Dal 1860 al '62 diresse e costruì le prime fortificazioni di Bologna; combatte falsi aforismi delle scuole di artiglieria e denunciò per primo gli errori nelle fortificazioni delle frontiere e di Roma, Lasciò moltissime memorie in materia di bali­stica per le quali ottenne approvazione anche dall'estero. Fu membro della Camera.
Vedi: Panaro, Gazzetta di Modena, a. 9 del 10 gennaio 1891. Cenni Commemorativi.
2j II Pacchioni poco dopo cessò di far parte della redazione e prestò la sua opera soltanto come collaboratore.
3) F. CARBONIERI (Campagnuola di Reggio E. 1809-Modena 1866). Rivelò i suoi sentimenti liberali nei moti del 1831 e durante il perìodo rivoluzionario del 1848 occupò varie cariche. Dopo il ritorno del Duca si ritirò a vita privata e scrisse parecchi lavori di letteratura e pubblica economia; collaborò ndT Appennino giornale di Firenze. Tenuto in grande stima dal Farmi nel 1860 fu nominato Senatore del Regno.
Vedi: C. CARBONIERI, Intorno alla famiglia Carbonieri di Campagnuola Emilia, Modena, 1885, pp. 14-28; T. SARTI, Jl Parlamento Subalpino e Nazionale, Profili e cenni biografici, Terni, 1890, p. 229.
*) M. MIANI (Marano di Modena-Modena 1883). Si diede agli studi letterari e fu bibliofilo, filologo, storico assai apprezzato. Nel 1848 diresse la sicurezza pubblica in Modena; ebbe larga parte agli avvenimenti del 1859 e insieme a L. Carbonieri fu uno dei