Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOGRAFIA
anno <1943>   pagina <285>
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Vita dell'Istituto
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Nel lungo corteo, che fiancheggiato da fitte ali di popolo salutanti, movendo dal Vittoriano ai snodava imponente al suono degli inni garibaldini per avviarsi al Giani-colo, brillava tra le camicie rosse e le camicie nere, insieme cou i gonfaloni delle altre città, che per aver maggiormente contribuito alla difesa dell'Urbe il Governa­tore di Roma aveva invitate alla commemorazione, brillava il labaro di Trieste con Io scudo alabardato e fregiato del capo littorio, portato dai vigili urbani.
Apriva il corteo il feretro dì Goffredo Mameli, avvolto nella bandiera del Batta­glione Universitario Romano, nella gloriosa bandiera che il nostro concittadino, il capitano Filippo Zamboni, aveva salvata, aveva poi gelosamente custodita e nel 1876 recata in omaggio al Municipio di Roma in Campidoglio. All'arrivo del Duce sul Giani-colo, ricevuto dalle Ecc. il Governatore di Roma e il generale Edo Garibaldi, coman­dante della Legione Garibaldina, le bande militari intonarono gli inni della Patria e si accesero le fiamme dei candelabri intorno al Mausoleo. Fattosi un religioso silenzio si levarono le alate parole del Duce, rievocatrici delle glorie passate e auspicanti 1* immi­nente trionfo dell'Italia.
La salma di Goffredo Mameli, accompagnata dal Duce veniva quindi deposta nella cripta dell'Ossario. E qui tra le centinaia di targhe marmoree, applicate alle celle dei caduti per la liberazione di Roma, leggemmo con profonda commozione e legittimo orgoglio alcuni nomi di Triestini: tra questi quello di Luigi Pecenco, caduto a Mentana, e di Enrico Ferolli il cui nome è anche inciso sull'ara di Mentana e sulla lapide alla Lungaretta, Enrico Ferolli, medaglia d'argento, il quale dopo una grave ferita ripor­tata combattendo con Garibaldi nel 1866 al ponte di Cimego nel Trentino, cadde l'anno dopo a Roma, vittima nell'eccidio di Casa Ajani. Seguirono poi l'inaugurazione della stele onoraria, con la quale l'Università di Padova ricorda i suoi studenti caduti nel 1849 alla difesa di Roma, e anche tra questi troviamo un nostro concittadino; indilo scopri­mento del busto di Filippo Zamboni, eretto accanto a quelli dei Mille, di Elia, di Canzio, di Dezza e del generale Bartolomeo Galletti. Il busto dello Zamboni, in marmo lunense, opera del camerata scultore Teodoro Russo, e raffigurato conia divisa crociata e il carat­teristico cappello piumato. Esso fu ideato per iniziativa del Comitato Triestino del nostro Istituto, con l'adesione del presidente, l'Ecc il Quadrumviro Cesare Maria de Vecchi di Val Cismon, il quale ancora nel mazzo dell'anno XVII mi scriveva: II voto perchè il busto marmoreo di Filippo Zamboni, nobilissima figura di patriota, sia collocato sul Gianicolo, ha tutto il mio consenso e la mia simpatia; ed io vi autorizzo piena­mente a far presente a S. E. il Governatore di Roma, come l'iniziativa riscuota la piena approvazione del nostro Istituto, che ne auspica prossima la realizzazione.
Condotto felicemente a termine mediante la cooperazione del Comune, della Legione garibaldina di Trieste, presieduta allora dal compianto Leone Veronese, e della Compagnia dei Volontari giuliani e dalmati, il busto fu offerto al Governatore di Roma, dal quale ebbi la seguente lettera: Sono ben lieto di comunicarvi che Roma sarà fiera di onorare sul Gianicolo, tra i ricordi dei valorosi che combatterono per la liberazione dell'Urbe, anche il busto del fervente patriota letterato triestino Filippo Zamboni, che ai copri di gloria quale capitano del Battaglione Universitario Romano, la cui bandiera si conserva in Campidoglio.
Ma il nome e le gesta dello Zamboni oltreché nella sua opera postuma Memorie del Battaglione Universitario Romano, edita a cura della vedova e del camerata Ferdi­nando Pasini, sono ricordati a Roma anche sulla Colonna onoraria che fu inaugurata in Via Flaminia nel pomeriggio dello stesso giorno 3 novembre e che su un lato della base reca la dedica: Dopo Cornuda, Treviso, Vicenza, Palestrma, e Vellctri altri serti di gloria raccoglievano nel giugno del 1849 in questo settore della difesa di Roma gli studenti del Battaglione Universitario Romano al comando di Filippo Zamboni triestino.
Di tutte queste cerimonie commemorative e dei fasti della difesa di Roma del 1849-1870 è uscito un volume illustrato, perii quale a suo tempo inviai, come direttore del