Rassegna storica del Risorgimento

"SICILIA (LA) NEL RISORGIMENTO ITALIANO"; GIORNALISMO
anno <1947>   pagina <260>
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260 Libri e periodici
ANTONIO MONTI, L'idea federalistica e i progetti di federazione europea; Milano, Acadcinia, s. a. [ma 1946], in 16. pp. 212. L. 150.
Richiamando il suo vecchio volume latcrziano, il Monti ci apre suggestivi squarci eu quell'idea federalista, che, venuta a piena maturità nel Romanticismo, ha agitato come problema politico interno italiano e come problema politico inter­nazionale ed europeo, le menti più pensose del nostro Risorgimento, che è cosi
ricco di fermenti anche nei vinti. , 1
MASSIMO PETROCCHI
MARIO BORSA, Corto Cattaneo; Milano, Garzanti, 1945, in 16, pp. 302. L. 300.
L'Autore divide il suo studio in tre soli capitoli: Prima del 48; Il '48; Dopo il 48. Siamo perfettamente d'accordo su questa spartizione della vita di Carlo Cattaneo. Periodo di preparazione il primo, che il Borsa delinea bene; periodo di azione il secondo e qui troviamo non una trattazione storica, ma una apo­logia dell'opera del Cattaneo, una ricostruzione degli avvenimenti fatta sulla voce di uno solo dei protagonisti, che invece, nel loro urto, crearono le drammatiche vicende di quei mesi di rivoluzione e di guerra. Questo capitolo, quindi, può essere utile per conoscere l'atteggiamento ed il pensiero del Cattaneo, ma non già per sapere come esso vada considerato storicamente, nel suo giusto valore fra le forze in contrasto. Nell'ultimo capitolo il Borsa continua la sua difesa e si sente in lui la passione per il suo eroe, benché sia costretto, di quando in quando, ad accen­nare qualche critica.
La biografia, scritta in tempo di guerra, fra le difficoltà che lo sfollamento
di archivi e biblioteche allora presentava, è da considerarsi, insomma, un lavoro
elegiativo del repubblicano federalista, compilato in un momento storico in cui
le sue idee sembrano trovare quei sostenitori che l'ideale unitario, 'prepotente
negli Italiani, gli tolse durante la sua solitaria vita terrena.
EMILIA MORELLI
DOMENICO DEMARCO, Una Rivoluzione Sociale. La Repubblica Romana del 1849; Napoli, Fiorentino, 1944, in-8, pp. 373. S. p.
L'interesse che la breve vita della* gloriosa repubblica romana del 184849 ha suscitato negli studiosi è stato sempre vivissimo, ma finora si era prevalente­mente rivolto all'aspetto, per cosi dire, epico-lirico di quella sagra del patriotti­smo che fa l'eroica resistenza all'invasiòne francese, o alla questione dei rapporti tra il Pontefice sovrano e i suoi sudditi e alle conseguenti ripercussioni italiane e europee. Lo stesso Bono mi, nella sua recente 'rievocazione della grande figura del Mazzini triumviro, indulge alla novità dell'esperimento politico repubblicano, ma non sottolinea il significato profondo delle leggi sociali della Costituente ro­mana del 1849. Questo compito assolve invece un allievo del Barbagallo, Domenico Demarco, scandagliando il materiale documentario, giacente negli archivi romani, che riguarda la politica interna del governo repubblicano.
A chi abbia presente la bibliografia del Risorgimento, tutta piena ancora di esaltazioni agiografiche o municipalistiche o dinastiche e tutta viziata in maggiore o minor misura da una visiono astrattamente borghese degli avvenimenti, la lettura dell'interessante volume del Demarco aprirà nuovi orizzonti. Molti lati oscuri e ignorati del processo sodale della storia italiana si scoprono allo stu­dioso del passato, arricchiscono la sua esperienza, approfondiscono la sua intelli­genza del presente.