Rassegna storica del Risorgimento

PAGANI ; PIO IX ; SALERNO
anno <1950>   pagina <435>
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// pellegrinaggio di Pio IX a Pagani ed a Salerno, ecc. 435
E appunto del pellegrinaggio del Pontefice a Pagani ed a Salerno ci occuperemo nella nostra trattazione, che avrà pertanto carattere semplicemente narrativo.
All'alba delT8 ottobre, re Ferdinando, il Principe ereditario ed il Conte di Tra­pani, coi dignitari, generali ed ufficiali, partivano in carrozza, per recarsi a Pagani ed attendere colà il Pontefice, che doveva raggiungere Nocera in ferrovia e quindi por­tarsi alla Chiesa del Convento dei Padri Liguorini.
Ferdinando H giunse a Pagani alle 7, preceduto da un picchetto di usseri e, passato in rivista un battaglione di Carabinieri e la Guardia Urbana del Comune che si trovavano schierati lungo la strada che il Papa doveva percorrere, si recò alla pre­detta Chiesa.
H Pontefice era, a sua volta, partito dalla stazione di Portici, alle 7 col treno appo­sitamente approntato per lui (era il primo Papa che viaggiava su strada ferrata) ac­compagnato dal Cardinale Antonelli, prò segretario di Stato, dal Nunzio Apostolico, Mons. Garibaldi, dai Prelati, Principe di Hohenlohe, Borromei, Cenni e Stella e da altri eminenti personaggi.
H Papa discese alla stazione di Noeera, ove trovò a riceverlo il generale coman­dante le truppe ivi di stanza e montato, assieme al seguito, sulle carrozze reali, che attendevano il suo arrivo, giunse a Pagani alle 8.
Ai piedi delle scale della Chiesa del Convento, fu ricevuto dalle autorità eccle­siastiche del luogo, ed alla porta, dal Re e dal Principe ereditario.
II Pontefice, entrato nella Chiesa, adorò il Santissimo, passò quindi nella adia­cente Cappella di S. Alfonso ed infine celebrò Messa a quell'altare stesso, sotto il quale, in un'urna di cristallo, riposa il corpo dal Santo. Terminata la Messa, Pio IX si ritrasse dietro l'altare, aperse l'urna del Santo, ne baciò la mano e, toltosi dal dito un anello d'oro sul quale, assieme a molti brillanti, era incastonato un bellissimo sme­raldo, lo pose a quello di S. Alfonso.
Il Nunzio impartila benedizione col Santissimo e il Papa, recatosi nella sagre­stia, ammise tutta la comunità al bacio del piede. Sali quindi al monastero, visitò le stanze del Santo, e sportosi al balcone che sovrasta la porta maggiore del Tempio, benedisse l'immenso popolo accalcato nell'antistante piazzale.
E forse, nella solennità del momento, una serie diricordisi affollava alla sua mente, ed altre folle rivedeva, acclamanti e frementi, trascinate dal calore stesso della sua sim­patia, ed un esercito che attendeva di esser benedetto, in un'atmosfera d'entusiasmo generale, nella quale sembrava finalmente effettuarsi l'unione morale di tutti gli Ita­liani.
Il Pontefice visitò quindi la biblioteca del Convento e, disceso, proseguì il viag­gio per Salerno prendendo posto nella carrozza del Re..
A ricordo di questa visita di Pio IX e di quella precedente di Mons. Pecci, nel 1839, durante la sua residenza a Benevento, quale legato pontificio, venne murata nel 1856, a cura dei Padri Liguorini, una lapide marmorea nella parte posteriore della Cap­pella, ove trovasi 12 corpo del Santo. *)
1) Sulla lapide si legge la seguente epigrafe: Quod / Plus IX Pontàfex Maxiintu / divum Alfonsuin Ligorìum veneraturus / Nuc* Pag. rum XVIII id. Oct. MDCCCXLIX diverterit / sacroque ad eràs tumulimi rite peracto / gemmato anulo sibi detraete dona veri t / Ferdinandum II utriusque Si-ciline regem / piotate avita bue ad e un lem / incoi us accolasque miro studio confluentes / apostolica benedictione refecerit / cuici rogo opthno apud cenobi putrì / sit diversa-