Rassegna storica del Risorgimento

ISRAELITI ; TRIESTE
anno <1951>   pagina <642>
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642 Angelo Scocchi
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Con queste paiole termina l'articolo del 1930.
Dopo d'allora altri documenti d'archivio furono tratti alla luce, che non solo confermarono quanto era stato asserito fino a quel momento, ma aggiunsero nuove chiare prove a quelle già conosciute.
cognome o designazione dal paese di provenienza: PIETRO MONTANELLI, II movi mento storico della popolazione di Trieste, Trieste, 1905.
Lo storico triestino Pietro Kandler asserisce che nel 1760 la Comunità ebraica di Trieste era costituita da questi sette casati: Cusin, Levi, Luzzatto, Morpurgo, Parente, Porto, Stella.
Il Kandler, risalendo al più lontano passato, rileva che in Italia si trovavano ebrei già prima della distruzione di Gerusalemme, ed erano numerosi specialmente a Roma, dove si dedicavano più al commercio minuto, che non al grosso, ed erano am­messi alla cittadinanza romana. Dopo la caduta di Gerusalemme ne entrarono anche nel senato. Molti furono adottati da famiglie romane, assumendone i cognomi e fon­dendosi col resto della popolazione. Alcuni ebrei, di condizione libera, s'arruolarono nella milizia; corpi di cavalleria di ebrei vigilavamo alla frontiera dell'impero sul Danu­bio presso Vienna d'Austria. Gli ebrei fatti prigionieri in guerra, e ridotti alla condi­zione di servi, si dispersero per tutto l'orbe romano.
Parecchi ebrei furono trasferiti a Trieste in qualità di prigionieri, e quindi di servi, al seguito della legione XV (Apollinare), reduce dalle spedizioni di Siria e di Palestina, intraprese negli anni 65 e 72 dopo Cristo, e diretta ai suoi quartieri in Pannonia. In tale legione militavano molti triestini.
D più antico documento che fa cenno di ebrei a Trieste, conservato negli archivi, e conosciuto dal Kandler, porta la data del 1236. Vi è menzionato un Davide ebreo da Gorizia, ma che il Kandler suppone oriundo dalla Carintia, anche perchè l'elemento ebraico da molto tempo era discretamente-numeroso nelle regioni finitime transalpine.
Nel 1300 si trovano a Trieste banchieri ebrei e merdaioli di roba usata.
Una lapide del 1325 prova l'esistenza di un rabbino e di un medico ebreo.
Essi preferivano di abitare in prossimità fra di loro; secondo il Kandler, nel quar­tiere di Riborgo, salvo il banchiere comunale, che aveva domicilio in apposita casa di proprietà del comune sulla piazza; del resto, prima del decreto dell'imperatore Leo­poldo I, del 1696, ognuno era libero d'abitare dovunque gli piacesse.
Osserva il Kandler che lo statuto della città del 1350, senza esplicita intenzione, contiene un notevole elogio dei banchieri ebrei, perchè mentre le carte di debito per denaro, date ai banchieri fiorentini si riducevano per legge a metà di importo, e per due anni si sospendeva ogni esazione, gli ebrei venivano espressamente eccettuati a ciò, e le carte rilasciate a questi valevano per l'intera cifra, e si accordava l'escussione.
A Trieste gli ebrei usavano nei loro atti la lingua latina e italiana; più tardi adot­tarono, sia pur di raro, la scrittura ebraica, ma non mai l'antico idioma.
Secondo il Kandler tutti gli ebrei dell'Alta Italia erano scesi di qua dalle Alpi da territori tedeschi, ma in epoca cosi remota, che essi ignoravano la loro provenienza. Tali ebrei, compresi quelli di Trieste e di Gorizia, fecovano capo a Ferrara, donde veni­vano i rabbini. Pur partecipando alle attività della popolazione locale, non si fusero con essa, conservando particolarità di dialetto, proprie costumanze e abitudini, e pro-r pria nazionalità; esclusi dalla vita politica e a m mi lustrati vu e dai servizi militari e di guardia. PIETRO KANDLER, Li Ebrei, nell'appendice alla Storia cronografica di Trieste di VINCENZO SCUSSA, Trieste, edizione del 1863.