Rassegna storica del Risorgimento

ISRAELITI ; TRIESTE
anno <1951>   pagina <648>
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648 Angelo Scocchi
L'Austria asburghesc, persino dopo adottata la costituzione semi-liberale del 1859, non perdette mai del tutto il suo originario carattere feudale, e alimentò nella capitale e negli organi centrali e periferici dello stato uno spirito d'antisemitismo, che si mani­festava nelle forme più svariate.
A Trieste, nell'elemento israelita, oltre che la tradizione italiana, iniziata già nel 1796, della partecipazione alle cospirazioni, alle insurrezioni e alle guerre del risor­gimento, il cui nemico essenziale e tradizionale fu sempre l'Austria, può avere concorso ad alimentare la profonda avversione all'impero degli Asburgo, diffusa dall'apostolato mazziniano e dal movimento garibaldino, anche l'inoccultabile antisemitismo tedesco, al quale si contrapponeva l'alta influenza raggiunta da uomini d'origine israelita elevati a posti di comando nel governo e nell'esercito del regno d'Italia guidato dal liberalismo. ' )
1696. Dapprima si tentò di adattarvi l'androna con la corte Trauner, presso le mura di Cavana, che risultò troppo angusta, poi furono assegnate le tredici case esistenti nella piazzetta delle scuole israelitiche e nelle due vie adiacenti. Vi si entrava per tre porte e una pusterla. Col tempo i più facoltosi, oltre al banchiere del Comune, ottennero licenza di poter abitare fuori. Finì che vi si ridusse soltanto l'elemento più povero e il più modesto.
l) L'antisemita francese Roger LamJbelin in Les victoires d'Israel (Paris, 1928) attribuisce addirittura agli ebrei la causa che di fronte agl'italiani costituirebbe un merito di valore inestimabile d'aver provocato la caduta dell'impero austriaco, avendo favorito le fortune dell'Italia, con la anale essi avevano comuni le idealità politiche. H Bedarida nota: Salvo l'evidente esagerazione, di tutto ciò si può pren­dere atto con piacere .
Al crollo dell'Austria nel 1918 era collegata naturalmente anche la sorte della guerra tedesca; e l'antisemita italiano Giovanni Preziosi non esitò ad affermare pure Ini, in Internazionale ebraica, che furono gli ebrei a promuovere allora la disfatta della Germania.
H Bedarida informa che il più anziano tra i decorati di medaglia d'oro dal co­mando dell'esercito italiano nella guerra del 1915-18 fu il volontario sessantenne Giulio Blum, caduto nel 1917 suITFrmada, nato a Vienna da padre viennese.
Ebrei stranieri erano venuti dall'estero già nel 1860 per arrolarsi nelle file di Garibaldi dopo la spedizione dei mille di Marsala; il Bedarida ne menziona sette, due dei quali provenienti dalla Germania, due dall'Inghilterra, uno dalla Francia, uno dalla Ungheria, uno dalla Svezia, tutti di cognome tedesco.
Il Bedarida ricorda inoltre il viennese Siegfried Flesch, di madre triestina, il quale molto si adoperò perla causa italiana, combattendo e facendo all'estero propa­ganda, (p. 233).
Il viennese Siegfried Flesch, nipote del deputato conservatore Basevi, rappresen­tante della Camera di commercio di Trieste al parlamento austriaco, fu allevato tede­scamente nelle scuole medie dello stato e nell'isolato ambiente familiare a Trieste, percui, parlando l'italiano, rivelava l'accento esotico, e per tutta la vita si professò tedesco.
Studiando pittura e musica a Roma e a Monaco, conobbe gli scritti di Mazzini, e ne rimase talmente conquistato, da proporsi di tradurne l'intera raccolta, giungendo a pubblicare però soltanto il primo volume. Nello stesso tempo fondò a Monaco e diresse una rivista informata ai principi mazziniani: Die kritwcke Tribune.
Lo scoppio della guerra nel 1914 lo sorprese in Italia, dove rimase, partecipando attivamente alla campagna per l'intervento, e nel maggio del 1915 s'arrolò volontario,