Rassegna storica del Risorgimento

DAVOLI GAETANO
anno <1958>   pagina <609>
immagine non disponibile

Gaetano Bovoli garibaldino libertario 609
gnome facendoti chiamar* Einfliaiu, e quale Gaetano Emiliani finora avi monumento ratto al Pnieio mi fratelli Gùroli o agli altri eroi dì villa Glori. Dispersa la colonna il 23. morto Enrico Cairoti e ferito il fratello di questi Giovanni dallo fucilate dei papalini, penetrò furtivo)ente in Róma, parte­cipando al latto del lanificio Chiarì, ove erano depoeitate bombe ed armi e trovò morte Giuditta Tavani. moglie del conpiratora Arenati. Sfuggi mira coUxemente ai gendarmi gettandosi nel Teverone, che attraverso a nuoto, afa t continui strapazzi, per eoi le sue condizioni di salute non erano buone, e quel bagno involontario gli cagionarono febbri die piò tardi vennero gra­diente malariche. Tuttavia, por febbricitante e senz'armi, potò raggiungere Garibaldi a Mentana Dice il Pomelli: Sfinito, 'acconciò ai piedi d'un albero, ma di fronte al nemico* Fu trovato da vani enei concittadini e portato in alvo . *) Conclusa quella campagna gloriosa anche se fortunata, esulò in Svizzera, ove a Lugano ebbe fraterne accoglienze dalla vedova di Giovanni Grìlcnzoni, che lo fece ano uomo d'affari. Era benvoluto da tutti e specialmente dal sindaco della città ticinese, l'avvocato Ezio Buttagliui, che, olla lom­barda, lo chiamava ei Gaitantn . Ma nel 1869 eccolo di nuovo in Italia, a Reggio, perchè c*ò sentore di rivoluzione. Ne dava motivo lo tasso sul macinato . Egli raggiunse sui monti, nei preasi di Casina, Ut banda dei fra­telli Secondo e Filippo Manin,SJ della quale facevano parte, tra gli altri, Francesco Hontruccoli. capitano della guardia nazionale, un bell'uomo, daDa figura maschia con barba atta repubblicana, non più giovane , Giuseppe Pomelli, Stefano Canovi e Antonio Rebuffi, *) tutti volontari nelle passate guerre per 1* indipendenza nazionale. Da un elenco di protestatori contro il quotidiano moderato L1 Italia centrali, in occasione di una violenta pole­mica tra Nicomede Bianchi e Giovanni Grìlcnzoni, *) ai rileva che Secondo ]lfnqìiii aveva raggiunto il grado di sergente eoa) come il Rebuffi, il Pomelli quello di caporale, mentre Gaetano Davoli e Stefano Canovi erano rimasti semplici soldati. La banda Manini-Montrùccoli si componeva di quattordici elementi, i quali sognavano tutti ad occhi aperti: facevano alle fucilate, cosi, per gioco, con spreco di munizioni, essendo * necessario sparare anche sona bisogno, onde impreoaionero la popolazione e la fona pubblica, e così far parlare la stampa . *) Quando, anche per ordine del Mazzini, la banda ai sciolse, passò in Valtellina, partecipando ai moti insurrezionali mazziniani.
1) Probabilmente furono, fra gli altri, dna ufficiali garibaldini: Enrico Componiti, pio­niere datTeòuéaxione fiale* nella astia Reggio, ove apri, a propria pc. nna palestra gLnaa-nuea. e Q medico Casa Xxireaxo Basetta, deputato radicale di Caatelnovo ne* Monti dalla dodi-ceima alla ventiduesimo lrgialatnra.
a) Fieli di Angelo Manini. capo del partito repubblicano in Reggio. amico di Ckiseppo Max**
1 Antonio Kcbuffi. garibaldino e repubblicano Intrantigente, fu per qualche tempo gerente reap ~-*-Hrt dal nmiiiìiìiisls repubblicano reggiano La Riccltaione, dal a. 1 (11 mar* ao 1665). Il MotroccoU patito geometra, non ingegner* come lo chiama il Pomelli nell'op. eh. ebbe vita longeva (1627-1017). Essendo nativo di Panno di Casina, conosceva afta perferinne i luoghi ova 1* * banda a opero. Subì parecchie volt* Q career* per Io eoe Idee repubblicane, fa aocb* scomunicato, ma i suoi concittadini Io vollero db non ostante conai-gber* prima e asseaaore poi del comune.
4) BKKATO MAJISUHOU, La psfian'ca tr* Ntetmtd* Bianthi Ciassaaf GHUnaonl si turo* di ftuori documenti, in Rawfjw. atorfe* sW Riiorgùnmto. aaao XXXIX. fascicolo II-HI. aprile-rttemhr* 19S2.
9 Croazrrs POXSUJ, ep. efc., p. 110,