Rassegna storica del Risorgimento

anno <1960>   pagina <391>
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IL RISORGIMENTO NELL'OPINIONE PUBBLICA PERUVIANAL>
II 24 giugno 1864 l'on. Stefano Siccoli2) pronunciava un lungo discorso alla Camera dei Deputati parlando in favore della sua patria elettiva, il Perù. L'occasione del discorso gli era stata fornita dalla questione delle isole Chincha.3) Il Siccoli iniziava il suo dire attaccando duramente il Governo spagnolo autore di una aggressione ingiustificata . Sottolineava come il Perà fosse stato il primo paese d'America ad abolire la schiavitù: e come altresì molti dei suoi consoli in Europa e dei suoi professori universitari fossero italiani. Secondo le stesse parole dell'oratore ... a cominciare dai primi moti del 1848... la nazione peruana ha accolto con plauso e con interesse vivissimo e veramente fraterno le diverse
1) Ringraziamo sentitamente il Prof. E. Sillari, direttore dell'Institato Italo-Peruano de Cultura di Lima, per l'invio degli estratti del Correo de Lima e delle pubblicazioni neces­sarie alla compilazione del presente articolo. La nostra gratitudine va anche all'Addetto culturale dell'Ambasciata del Perù in Roma, Don Julio Macera, che ci fu sempre largo di informazioni e notizie.
2* Stefano Siccoli, nato a Firenze nel 1834 e morto a Roma il 30 giugno 1886, dopo aver partecipato giovanissimo alla prima guerra d'indipendenza, emigrò in Perù, dove incontrò Garibaldi che lo volle con sé nei suoi viaggi in Cina (1852-1853). Nel Dizionario del Risorgimento nazionale, voi. II, Milano, Vallarci, 1930, alla voce: Siccoli Stefano, si legge che il S. combattè valorosamente, rimanendo mutilato d'una gamba, nella guerra antischiavista. In realtà, in Perù non vi fu alcuna guerra di tal genere, Crediamo piuttosto che U S. abbia preso parte alla guerra civile tra Ramon Castilla e il presidente Echenique {18541855), parteggiando per il primo. Il Castilla, il 5 luglio 1854 ad Ayacucho, abolì il tributo degli indios e successivamente, con un decreto emanato il 5 dicembre dello stesso anno a Huancayo, proclamò libertà di tutti gli schiavi del Perù. Nel 1856 il S. si recò a Parigi cornee aggiunto della delegazione peruviana. Costretto a lasciare la Francia per la sua amicizia con Felice Orsini, rientrò, dopo varie peregrinazioni, in Toscana dove cooperò alla pacifica rivoluzione del 27 aprile 1859. Nel 1860 fece parte della diversione Zambianchi e, fallito il tentativo, raggiunse Garibaldi in Sicilia, dove partecipò all'assedio di Messina. Sostituì il Montanelli, nella rappresentanza del collegio di Pontassieve, nel corso dell'Vili legislatura. Sedette a sinistra e, repubblicaneggiante in politica, propugnò idee socialistiche in campo economico. Visse tristemente, quasi dimenticato, gli ultimi anni a Roma. Cfr. Stefano Siccoli, in Avanti! del 30 agosto 1903.
3) In seguito ad un conflitto tra Peruviani e cittadini spagnoli a Talambo, la Spagna inviava nel 1862 una squadra navale che occupava le isole guananifere di Chincha; que­sta occupazione, presentata sotto l'aspetto di rivendica di diritti spagnoli non estinti, sollevava violente reazioni in tutte le Repubbliche americane. Dopo complicate vicende, nel gennaio del 1866 scoppiava la guerra tea Spagna, Perù e Cile (che aveva solidarizzato col Governo di lima). Dopo aver bombardato, con Bcarso esito, Valparaiso e il Callao, la squadra spagnola toglieva il blocco (9 maggio 1866) e 1*11 aprile 1867 si arrivava ad un armistìzio, grazie alla mediazione degli Stati Uniti. La pace definitiva tra Spagna e Perù veniva conclusa solo nel 1879.