Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA GRAN BRETAGNA; TREVELYAN GEORGE MACAULAY
anno <1967>   pagina <511>
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Mi FONTI E MEMORIE nH
I H GEORGE MACAULAY TREVELYAN B
STORICO DEL RISORGIMENTO
Sono trascorsi cinque anni dalla morte di G. Macaulay Trevelyan, il
più famoso se non il più autorevole biografo straniero di Garibaldi, nonché
il più ascoltato divulgatore, negli anni immediatamente anteriori alla prima
guerra mondiale, della nostra epopea risorgimentale al pubblico britannico ÌK Ma, anche se morto nel 1962, Trevelyan era un uomo ed uno storico
che apparteneva ad un'altra epoca, cruella stessa resa nota dalle figure di
Kipling, della regina Vittoria, dell'Inghilterra coloniale, chiusa nel suo
3) Riteniamo non inutile, per ricordare i rapporti del nobile studioso con l'Istituto per la Storia del Risorgimento e il suo amore per 11 taliu. far conoscere le lettere che Egli inviò al presidente dell'Istituto in occasione della Sua nomina a dottore Honoris causa dell'Università di Torino e a socio onorario dell'Istituto stesso.
21 giugno 195? Illustre presidente,
non posso abbastanza ringraziarlo per la sua gentile lettera del 18 giugno. L'onore che mi ha fatto l'Università di Torino è duplicato ricevendo l'approvazione del presidente dell'Istituto per la storia del Risorgimento.
Mi creda. Signor Presidente, che mi trovo commosso leggendo il suo ricordo del nostro incontro quarantanni fa presso Villa Trento. Sono oggi vecchio (81 anni), débole ed in parte cieco. Per queste ragioni voglia scusare gli errori di questa lettera.
Il suo gratissinio
G. M. Trevelyan .
e Domenica 10 novembre 1957 Illustre Signor Presidente,
non posso abbastanza esprimere la gioia che ho sentito a cuore, ricevendo la sua gentile lettera del 5 novembre. L'onore è grande di trovarmi accettato socio onorario dell'Istituto per la storia del Risorgimento. Un mezzo secolo è passato dopo quei bei giorni della mia giovinezza quando ho studiato le cose garibaldine con tanto entu­siasmo (e resta sempre) viaggiando (molto a piedi) fra le montagne e catta d'Italia da Marsala fino a Venezia e alle Alpi, sopra tutto a Roma. Sono troppo vecchio (e cieco) per sperare lasciare ancora una volta l'Inghilterra, neanche per rivedere la mia cara Italia* ma ne ho sempre in mente e cuore le scene tanto amate.
Trovo oggi molti Inglesi che riguardano sempre il vostro Garibaldi con amore non tenuto per altri stranieri storici; (Il mio amico Mack Smith del collegio Queens* Cambridge, pubblica vari studi garibaldini).
Bisogna che Lei sensi i molti errori In questa lettera; io sono appena cicco, e molti anni sono passati dopo il mio UBO quotidiano della lingua la più bella delle lingue europee.
Mi piace enormemente di sentire che l'amicizia antica tra l'Italia e l'Inghilterra è stabilmente rinnovata. Està perpetuai
Mi credo, illustre Presidente, sempre il suo dev.mo
G. M. Trevelyan.