Rassegna storica del Risorgimento

GARIBALDI GIUSEPPE; URUGUAY STORIA 1847-1848
anno <1968>   pagina <558>
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Salvatore Candido
ostile alla Chiesa; in Montevideo aveva contratto il matrimonio religioso con Anita;' ' in parecchie occasioni aveva provocato la consacrazione religiosa del vincolo coniugale fra i suoi legionari ed aveva mantenuto rapporti con le auto­rità ecclesiastiche fra cui si trovavano numerosi simpatizzanti per il Governo della Difesa di cui egli era uno dei massimi esponenti sul terreno militare; 2' anzi, come osserva il Luzio, aveva dovuto soffrire una delle più gravi disavven­ture della sua vita in Sud America ad opera di uno dei capi della massoneria italiana di Montevideo, quel tale colonnello Mancini che Garibaldi bolla con il marchio di infamia nelle Memorie, che aveva spinto, nel giugno del 1844, alla diserzione alcuni ufficiali e soldati della Legione Italiana. ")
L'esplosione di entusiasmo manifestatasi in Italia ed all'estero per la poli­tica di Pio IX offre a Garibaldi quell'occasione che attendeva fin dagli anni della lotta in Brasile, di tornare in Italia alla testa di combattenti per la libertà e l'indipendenza del suo paese.4> Ma l'invito, anzi l'appello, per tornare in Italia
1) Per il matrimonio religioso di Garibaldi con Anita Ribeiro de Silva vedansi in G. GUERZOXI, Garibaldi, Firenze, III ed.. 1891, t. I, pp. 152-153 e 376-380 una completa documentazione nonché il testo autografo dell'ano della Parrocchia che detto autore dichiara di avere ricevuto per eia squisita gentilezza del Sig. Ministro dell'Uruguay P. Antonini y Diez.
Mi si consenta di dilungarmi sull'argomento anche per smentire notizie pubbli­cate dalla stampa relative ad un preteso ritrovamento di detti documenti avvenuto nel corso di quest'anno.
Il documento originale della Parrocchia di San Francesco fu pubblicato, poi, da SETEMBRIKO PEREDA, Garibaldi en et Uruguay, Montevideo, t. ITT, 1916, pp. 5-7; da G. SACERDOTE, op. cit., pp. 194-196, da C. SPELLANZON, op. cit., t. IH, p. 26 e da altri.
Le nozze religiose furono celebrate in facie Ecclesiae J> il 26 marzo 1842. In J. VHITE MARIO, Garibaldi e i suoi tempi, Milano, 1884, p. 64 troviamo, inoltre, che Stefano Canzio era in possesso del certificalo di battesimo della sposa Teresa Garibaldi che era nata a Montevideo il 22 febbraio 1845; il PEHEDA, op. cit., t. TU, p. 35 pubblica, poi, la prova del baUesimo di Ricciotti, nato in detta citta il 24 febbraio 1847. E fu battesimo a mm ini strato con rito solenne (En 28 de marzo de 1874, don Juan Martin Temente Cura de està Parroquia de San Francisco de Asis de Montevideo bautizà solemnemente a un pàrvulo que le puso por nambre Ricciotti, aite nació el 24 de fé-brero ùltimo, hijo legitimo de don José Garibaldi naturai de Italia y dona Ann Ribeiro, naturai del Brusii...).
È evidente che il colonnello comandante della Legione Italiana di Montevideo non avrebbe potuto fare amministrare solennemente il battesimo al figlio a pochi giorni dalla nascita se il suo orientamento spirituale fosse stato in contrasto con lo spirito e le leggi della Chiesa.
2) interessante al riguardo la lettera inviata, il 12 agosto 1845, da Garibaldi al ministero della Guerra e della Marina uruguaiano con cui si comunicava che il capitano Angelo Figurimi ed il sergente N. Sesto, della Legione Italiana, thabiendo rontraido obliifuciones con mujerest, desideravano contrarre nozze con il rito religioso ma non disponevano dei mezzi necessari. Era chiesto, pertanto, l'intervento del predetto Mini* stero perché provvedesse a risolvere le difficoltà di ordine finanziario. La lettera auto­grafa, tuttora inedita, che trovasi in A.G.N.M., Fondo e M.G.M. , Cassa 1366, sarà pros­simamente pubblicala nel 1 volume dall'Epistolario di Garibaldi.
) Vedansi Le Memorie, di., nelle due redazioni ed il famoso proclama di Ga­ribaldi pubblicato dal Mazzini con il titolo A' miai seguaci di Saladero di Ccning, del 30 giugno 1844, nel t. IV della citata Edizione Nazionale degli scritti di G. G., pp. 26-27.
4) Il preannuncio do) ritorno lo cogliamo nella lettera scritta, il 27 dicembre 1836, da Cabo Frio a G. B. Cuneo per cui vedasi il mio Giuseppe Garibaldi corsaro