Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANO 1899
anno <1977>   pagina <161>
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LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE MILANESI DEL 1899
Le elezioni amministrative milanesi del 1899 quelle parziali in giugno e quelle generali in dicembre rappresentarono nna importante svolta politica per Milano, dove la consorteria moderata fu per la prima volta sconfitta e co­stretta all'opposizione per lasciare il posto ad un'amministrazione democratica, sorretta dai repubblicani e dai socialisti. La vittoria dell'Unione dei partiti po­polari a Milano ebbe, però, anche un significato più vasto, poiché si inseriva nella battaglia che la Sinistra, l'Estrema prima, poi anche quella costituzionale, conducevano contro il governo Pelloux ed i suoi provvedimenti politici. Essa rappresentò, quindi, per lo stesso governo, una sconfitta anticipatrice di quella che Pelloux subì nelle elezioni politiche del grugno 1900 e che portò alla sua caduta.
L'alleanza tra i partiti popolari non fu, a Milano, un fatto contingente di fronte alle elezioni amministrative del 1899; essa aveva anzi radici più pro­fonde degli stessi fatti del 1898, come scriveva giustamente Salvemini commen­tando il risultato delle elezioni parziali dell'll giugno e dando a quel voto un significato anticipatore di una svolta politica generale: Domani l'Italia pen­serà quel che pensa oggi Milano; ma oggi non lo pensa ancora, o meglio non lo pensa con quella stessa limpidità e chiarezza con cui pensa Milano . H
Nel maggio 1898 a Milano, come in molte altre città italiane, era stato pro­clamato lo stato d'assedio. 2> Vi erano stati, dopo i disordini in cui avevano perso la vita decine, forse centinaia di cittadini, gli arresti, i processi davanti ai tribunali militari, la soppressione di tre quotidiani, lo scioglimento di 429 as­sociazioni.
Il 5 settembre lo stato d'assedio veniva tolto anche a Milano,3) facendo in
*) RERUM SCRIPTOR, / partiti politici milanesi nel secolo XIX, Milano, 1898, p. 189; ora in: GAETANO SALVEMINI, Scrìtti sul Risorgimento, a cura di P. PIERI e C. PISCHEDDA, Milano, 1961, p. 123.
2) Sui tumulti di Milano nel maggio 1898 cfr.: PAOLO VALERA, / cannoni di Bava Beccaris, Milano, 1966; UMBERTO LEVBA, Il colpo di Stato della borghesia, Milano, 1975, pp. 102-120; RAFFAELE COLAPIETRA, Il Novantotto, Milano-Roma, pp. 81-84.
3) Nelle province di Como, Bergamo, Brescia e Sondrio Io stato d'assedio era stato già tolto il 1 agosto. H re in persona aveva chiesto a Pelloux, firmando quel decreto a Torino, il 31 luglio, che lo stesso provvedimento non fosse esteso per il momento a Mi­lano: a Faccio spedire decreti cessazione stato d'assedio ed a questo proposito le partecipo che giorno sette sarò Monza ove mi tratterrò stazionario poco tempo ma desidero che sia a Milano che a Monza non sia tolto lo stato d'assedio prima della mia partenza da ultima città, non volendo si accrediti la voce sparsa che il Re d'Italia non può trovarsi in una città posta sotto il regime dello stato d'assedio. Affettuosi saluti. Umberto . Lo rassicurava, lo stesso giorno, Pelloux: a Mi onoro informare Vostra Maestà che stato assedio a Milano e in quella provincia non sarà tolto se non dopo che Vostra Maestà avrà lasciata Monza. AU'infuori del desiderio di V.M. che per me è un ordine era già preveduto che stato as­sedio provincia Milano non avrebbe potuto essere tolto se non in seconda quindicina agosto