Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <1999>   pagina <549>
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Contributo per una biografia di Sigismondo Trecchi (1780-1850) 549
italiani Trecchi tornava volentieri ad interessarsi all'agricoltura e aggiornava l'amico sugli esperimenti e sui tentativi speculativi condotti nelle proprie terre,104) oggetto di bonario commento da parte di Gonfalonieri.105)
Nella seconda metà degli anni *40 il suo attivismo i viaggi e la vita di società continuò nonostante le evidenze della salute declinante.106)
Nei maggio del 1849 gli fece visita a Milano il nipote Gaspare, del ramo primogenito della famiglia, futuro garibaldino,107) e indubbiamente il colloquio tra gli esponenti di due generazioni e di due temperie politiche così diverse dev'essere stato in qualche modo interessante.
Trecchi morì a Milano il 21 agosto 1850, convertito grazie all'influenza di Manzoni, che il 29 luglio 1850 gli aveva inviato una affettuosa lettera in cui lo esortava ad abbandonare il suo scetticismo: [...] da parte del tuo amico di quasi mezzo secolo, di quello per cui fu sempre di tanta consola­zione ramarti, e il sapersi amato da te, non ti parrà cosa indiscreta il dirti
IM) A questo proposito e interessante quanto Trecchi gli scriveva da Luvino (ma Lui-no) il 23 agosto 1842; Caro Car.mo Alessandro mio, Dio sa cosa pensi del tuo vecchio Amico, che non hai più nuove di Lui, ne della sua Macchina. Ebbene il 20 del cor, si è finalmente messa in movimento ad onta di una tremenda siccità che mi ha lasciato a pena un filo d'acqua nel mio canale. Ma la ruota è sì bene costruita che un Rio veramente pastorale ha bastato a farla smuovere maestosamente, sollecitamente, precipitosamente a volontà del macchinista. Il torchio fa esattamente le sue rivoluzioni nel tempo determinato dì 40 minuti secondi, ed ora non mi resta che ad ammaestrare ed esercitare gli ammanuensi, poiché dalla loro diligenza e disinvoltura dipende in gran parte il buon esito dell'operazione. Oggi si sta costruendo un forno, giacche non voglio tornare in città senza un moggio di carbone sulle spalle. Avrei dovuto essere a questo punto fino dal 15 luglio, ma la mala fede dell'appaltatore dell'edifìcio, mi ha fatto perdere sei settimane preziose, cioè quelle della canicola. Ora il tempo è già rotto. Addio speculazione. Convien limitarsi alle esperienze ed all'ammaestramento. ... Do questa lettera al mìo fattore di Maleo che conosce il tuo di Bruzzuglio. Figli bramerebbe di rivedere la tua vignetta. Ti prego di permetterglielo. Addio, addio. Il tuo aff.to Sigismondo {Manzoni infimo, a cura di GIUSEPPE GALLAVARESI, Milano, ITocpIi, 1923, voi. Ili, pp. 202-203). Sul comune interesse di Manzoni e Trecchi per la viticoltura e l'introduzione di nuovi vitigni vd. A. MANZONI, Tutte le lettere dt., tomo II, p. 83 e p. 252, lettere del 5 ottobre 1837 e del 7 novembre 1842.
t5j Cosi Gonfalonieri nella lettera a Costanza Areonati del 30 ottobre 1842: Trechi ha vissuto questi mesi immerso nella torba fino agli occhi sulla speranza di convertirla in oro, ma temo senza successo {Carteggio Confalonieri cit, voi. Ili, p. 1070).
tM) jn una lettera a Luigi Porro da Parigi del 12 ottobre 1845, Gonfalonieri accennava ad una malattia nervosa che l'anno precedente aveva colpito Trecchi a Milano, e che sì era ripetuta nel luglio del *45 a Londra.
t07) Gaspare Trecchi aveva allora trentasci anni. Della sua visita a Sigismondo è data notizia in una lettera di Alfredo Bono alla madre di Gaspare del 16 maggio 1849, in ASCr, Archino Treeét-, fa 144, n. 218.