Rassegna storica del Risorgimento

CADORE ; MOTI 1848
anno <1922>   pagina <152>
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Mèoensiofd
Poco dopo il Marat adottò oont.ro il brigantaggio piti severi provvedi­menti, por ì quali era fatto divieto a tutte te: autorità di concedere amnistia o perdono ai malandrini ed era fatto obbBgo a speciali commissioni militari di infiggere entro ventiquattro ore la pena di morte ai briganti presi con le aianii In. seguito a queste nuove misure di rigore e alla caccia delle colonne inobffi mandate dai governò, il numero' dèi- briganti andò notevolmente dimi­nuendo: in quello stesso anno, nella provincia, secondo certe listo che furono allora pubblicate, essi orano arrivati a un numero massimo di circa duecento. Ma solo dopo i terribili esempi di repressione dati in Calabria dall'inflessi-j bile Mnnlies, il brigantaggio veniva sterminato in tutte le provinojje del Re­gno e la quiete e la sicurezza tornavano dovunque a regnare.
Ma non definitivamente. Verso la fine del 1813, per le disagiate condi­zioni sociali derivate dalla guerra contro la Russia e poi dalla sesta coalizione contro la Francia, e per le troppo frequenti coscrizioni, piccole bande di bri­ganti comparvero a Terlizzi, a Bisceglie. ad Aoquaviva e in altri luoghi e tra esse si resero più moleste e audaci quella condotta da un certo Milone di Muro Lucano, da Quagliarelli e da Bufaletti e l'altra capeggiata da un certo Papagno, che più tardi, alla caduta del governo muratiano, ottenne pieno indulto dai Borboni.
Anche dopo la Restaurazione alcuni malandrini continuarono a scorazzare per le campagne, e, nella terra di Bari, si resero tristamente famose per le loro imprese la bauda dei fratelli Yatdareili e la masnada capitanata dal fa­migerato Francesco Sforza di Terlizzi, le quali, sospettate di ricevere aiuti segreti dalla Carboneria furono perseguitato accanitamente dalla truppa e dalla polizia e solo nel maggio 1818 disperse e distrutte.
Tali le linee e i punti principali di questo nnovo lavoro di Saverio La Sorsa che porta un altro notevole contributo alla storia della regione di Bari durante il periodo della preponderanza Francese. Sarebbe veramente deside­rabile ohe altri seguissero il suo esempio prendendo a studiare sulle fonti ine­dite d'archivio lo stesso fenomeno del brigantaggio nelle altro provinole me­ridionali. Soltanto quando saranno stati compiuti tutti questi studi partico­lari, si potrà avere il quadro generale delle condizioni varie e mutevoli, nelle quali, dal 1806 al 1815, si venne a trovare il regno di Napoli.
ERSILIO MICHEL.