Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOGRAFIA
anno <1936>   pagina <622>
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622 Appunti, natteìà e varietà
fosse consacrato alla indipendenza d'Italia* per la anale ha giurato di spendere fino gli ultimi avanzi della travagliata sua vita.
La Commissione governativa nel 18 gennaio 1849 Io nominava provvisoriamente tenente generale della Civica Roinanu, e noi nel nostro n. 6 ci affrettammo a salutare quel vecchio e prode soldato dio saldi principi guidarono sempre nella via della gloria e dell'onore. Egli parlando alla nostra Guardia: continuate, disse nel suo programma, continuate a mostrarvi degni del vostro nome e salverete Roma, e con Roma VItalia.
Bastono questi pochi cenni per provare come onore,probità, coraggio e ealdo amore di Patria hanno sempre costituito l'elemento di sua vita, hanno segnato i possi della brillantissima sua carriera militare tre volte interrotta, tre volte ricominciata e rifatta, colla forza della spada.
I Collegi elettorali di Forlì Io elessero Rappresentante nell'Assemblea Costituente Romana ove ha portato un nome intemerato, ed un'anima generosa dotata di alte cognizioni figlie della sventura.
Votò per la Repubblica.
{La Guardia Nazionale Italiana, trim. I, per. II, n. 20, venerdì 9 marzo 1849).
BIBLIOGRAFIA: M. MONTECCHI, Fatti e documenti riguardanti La Divisione Civica e Volontari mobilizzata sotto gli ordini del gen. Ferrari Capolago, Tip. Elvetica, 1850.
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FILIPPO MORDANI. Da Antonio e da Annunziata Mozzoni nacque in Ravenna il dì 8 settembre 1797. Nel collegio di quella città studiò rettarica, belle lettere, filosofia ed isti­tuzioni civili. Ebbe a maestro il celebre filologo mons. Pellegrino Farmi. Era nei desideri del padre suo che egli si occupasse nel disimpegno degli unici notarili, ma Filippo avea in mente ben altro, che clausole e stipulati. Si diede a studiare i classici italiani e latini: scrisse prose e poesie, tradusse gYIdili di Mosco da Siracusa. Visse sei anni una vita solitaria occupandosi della lettura di ogni sorte di libri con tale ardore che vide indebolirsi fortemente la vista. Nel maggio 1827 il Gonfaloniere di Ravenna lo chiamò a pubblico istruttore della gioventù negli studi di grammatica superiore, ed egli sostenne pazientemente quell'incarico non pochi anni. L'istruzione il bene della gioventù, divenne per esso un'occupazione del cuore: l'erudi­zione, che a gran fatica, avea acquistata su i libri rese facile ai suoi discepoli e la patria glie n'ebbe grado. Intanto il Mordani scrivea varie prose, e le pubblicava nei giornali di Ravenna, di Roma, di Venezia di Bologna e di altre città italiane. Questi scritti gli procacciarono nel 1841 il diploma di socio d'onore dell'Accademia Ravegnann di Belle Arti. H marchese Gino Caponi fece registrare il di lui nome fra i soci della Colombana Fiorentina, e l'avvocato Luigi Fornaciari fra i corrispondenti dell'Accademia Lucchese. Egli appartiene a varie altre società letterarie.
Era però tempo, che un uomo fornito di tante conquizioni, e profondamente versato nella letteratura italiana e latina fosse tolto da una posizione nella quale eragliimpossibile il figurare. Un concorso tenuto in patria nell'ottobre 1842 gliene offriva la circostanza. Volle Ravenna accordare un onorevole riposo al eh. cav. Dionigi St rocchi, ed il Mordani in virtù di un esame fu chiamato ad occupare la cattedra di Eloquenza, da cui scendeva quell'uomo insigne. Il Municipio ravennate nel 1843 Io nominò consigliere. L'Assembea costituente romana lo ha fra i suoi rappresentanti per la provincia di Ravenna.
Le principali sue opere sono raccolte in due eleganti volumi pubblicati in Bologna dalla Tipografia Sassi. Egli ha scritte cinquanta vite di ravennati illustri alla maniera di Cornelio Nepote. Dettò gli elogi storici del Padre Antonio Cesari, del conte Giulio Perticar!, di Salomone Gesner, di Lord Byron. Le sue novelle sono: Rodolfo ed Eloisa, Paolo e Francesca, Ines de Castro. Grato al suo zio materno, mons. Giuseppe Crispino Mazzotti, ne pubblicò la necrologia.
Votò per la Repubblica.
(La Guardia Nazionale Italiana, trim, I, per. IT, n. 17, martedì 24 marzo 1849).
BmiiiOGBAEiA: G. BEBTOZZI, Lettere famigliari di F. Mordami con aggiunta di altre a Lui, Pesaro, Federici, 1880; B. MAGNI, Ricordo del comm. Filippo Mordani, in La Scuola romano, 1886, IV, pp. 285-287; G. MAZZONI, L'Ottocento, Milano, Vallardi, s. a., voi. I, p. 400, voi. II, p. 1361.