Rassegna storica del Risorgimento

UNGHERIA ; T?K?RY LAJ?S ; SICILIA ; GARIBALDINI
anno <1954>   pagina <366>
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MEMORIE E TRADIZIONI DI GARIBALDINISMO UNGHERESE IN SICILIA
La città di Palermo ha un particolare colto per un generoso eroe transil-vano: Luigi Tiikory. Può anzi dirsi che in virtìi del Tukftry stesso molti altri eroi ungheresi sono conosciuti ed amati nella città del Vespro.
Gli ungheresi che combatterono per l'Italia durante il Risorgimento furono molti. I più rappresentativi fra essi furono transilvani: Gregorio Beth-len, Alessandro Teleky, Luigi TtikSry, Stefano Turr. Per questo motivo non solo la Sicilia ma tutti, gli Italiani che hanno studiato quel periodo storico guardano con particolare riconoscenza alla Transilvania.
Palermo rispetto alle altre città italiane ha maggior folla di ricordi gloriosi legati ai prodi transilvani: Luigi Tiikory fu ferito alle porte di Paler­mo e si spense entro le sue mura fra l'universale cordoglio cittadino; Stefano Turr vi passò con Garibaldi nella fatale galoppata e seguì con la morte nel viso il feretro del suo valoroso compagno; Alessandro Teleky, carissimo a Garibaldi, vi fu nel Sessanta. Allorché a Napoli il 31 ottobre 1860 la Legione Ungherese ricevette da Garibal li la sua bandiera, si seppe che essa era opera di un gruppo di gentildonne di Palermo. *) Tanti ricordi hanno fatto al che dal 1860 ad oggi le manifestazioni tendenti a riaffermare i sacri vincoli con la cavalleresca Ungheria si siano a Palermo sempre moltiplicate e ognora si siano accompagnate al nome della Transilvania. Chi scrive queste note ricorda le molte rievocazioni avvenute nella Sala Di Maggio della Società Siciliana di Storia Patria e nel Salone delle Lapidi al Comune di Palermo. Prima dell'ultima guerra più. volte il Ministro di Ungheria o rappresentanti della Reale Legazione sono venuti a presenziare a tali manifestazioni. Nel 1933 nel Pantheon di S. Domenico, dove fin dal 1910 i resti di Tiikory hanno trovato onorata sepoltura, distinta dagli altri caduti nell'epopea del 1860, 2) una targa è stata collocata che ne ricorda e ne esalta il sacrificio.
r) Cfr. C. PECORINI MANZONI, Storia della J5* Divisione Turr, Firenze, 1876.
2) Circa la traslazione dei resti del Tiikory nel 1910, indicativo del sentimento popolare è quanto scrive il Merenda: Nel 1885, celebrandosi il XXV anniversario del 27 maggio 1860, nel Cimitero di Santo Spirito (S. Orsola) là dove il Vespro ebbe principio, veniva elevato un monumento ai caduti del 1848 e 1860, e vi furono solennemente sepolte le ossa di quei prodi, dopo raccolti nei luoghi nei quali si sapeva esscro stati interrati nei giorni tremendi di rivolu­zione. Era intendimento del Sindaco di allora che i resti di Tiikory avessero pur essi sepoltura definitiva nell'ossario di quel monumento, e fu dato incarico ad Enrico Albanese di rintrac­ciarli. Testimonio oculare della Beppcllizione era stato Antonio Beninati, ed egli fu scelto per guida. Se non che l'Albanese non volle che le ossa del prode magiaro fossero confuse a quelle altre, e costrinse il Beninati, come questi narrava, a dire una pietosa menzogna, cioè che le ricerche non erano riuscite. E bene fu, essendo preferibile che i resti del prode morto per noi rimanessero in S, Antonino, in attesa di onorevole sepoltura individuale. E l'ora venne nel 1910. Il Comitato Cittadino pel cinquantenario del 27 maggio 1860, con nobile intendimento, ai propose di pagare finalmente il debito di gratitudine della città di Palermo Pertanto, mentre dava incarico al prof. ing. Antonio Zanca di preparare il progetto del monumento da erigere nel Pantheon di S. Domenico, apprestava i mezzi opportuni pel rinvenimento e la ricognizione dello scheletro. Fatica-costo il rinvenimento, sulle indicazioni del Beninati, dopo cinquantanni