Rassegna storica del Risorgimento

BRIGANTAGGIO; KLITSCHE DE LA GRANGE TEODORO
anno <1984>   pagina <315>
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Sul brigantaggio negli Abruzzi 315
di nuovo nei boschi. Senza la collaborazione del ceto civile era impossibile stabilire una parvenza di organizzazione che consentisse di fare di un luogo un centro di raccolta e di espansione per qualsiasi azione militare ad ampio respiro. Intorno ai contadini antiunitari o ai residui di truppe regolari napo­letane, non vi furono che elementi delle classi più povere: quelli che. non avendo diritto di voto si noti bene, né per lo Statuto albertino né per quello napoletano del 1848 non potevano esprimere alcuna volontà politica e non avevano alcun peso. Questo isolamento da parte delle classi civili fu ancora più sensibile nel caso della spedizione del La Grange, per una sua indubbia incapacità di comprendere i pur minimi concetti politici. Monu­mento di questa insensibilità, è la sua corrispondenza a proposito della presa di Avezzano.
All'approssimarsi al suo distretto delle forze condotte dal La Grange, il Sotto-intendente di Avezzano. Vincenzo Cardone. inviò una lettera al campo borbonico per chiedere l'immediato intervento di truppe regolari a presidiare la città; la necessità di una urgente tutela dell'ordine pubblico derivata dalla situazione caotica che si era creata nel piccolo centro dopo la partenza da esso delle forze garibaldine. Certamente, negli strati più coscienti della popo­lazione si sentiva il bisogno di evitare subbugli popolari a carattere legitti­mistico e si pensava che l'intervento dei soldati napoletani sarebbe valso a salvaguardare l'ordine, le proprietà e le vite. Ecco la lettera del Cardone:
Al Comandante le truppe regie - Civitella Roveto o dove si trovi.
Signor Comandante.
Dopo partite da qui le Forze Garibaldine, la popolazione di questo Capoluogo e di molti altri paesi di questo distretto hanno (sic!) fatto pacifiche dimostrazioni a favore del Reale Governo e del Re Francesco II, per cui tutti implorano con premura di avere subito qui una forza regia per essere garantiti.
Quindi mi pregio manifestarglielo, affinché, appagando 5 desideri del popolo, faccia subito qui giungere una forza di Regi, assicurandola che sarà acclamata e ricevuta con vero entusiasmo.
Il Sottointendente - V. Cardone ,5i
Questa lettera avrebbe potuto, in mano ad un politico più accorto del vecchio ufficiale prussiano, avere un valore incalcolabile: per la prima volta, nella sua spedizione negli Abruzzi, la colonna dei volontari non avrebbe dovuto prendere il paese con la forza, come una banda di briganti, ma vi sarebbe apparsa come la restauratrice dell'ordine e per di più chiamata, invocata, anzi, dalla stessa autorità civile instaurata dal governo rivoluzio­nario. Un'occasione del genere avrebbe risollevato lo spirito delle truppe, in un momento tanto difficile i piemontesi stavano intanto invadendo il Reame ed avrebbe soprattutto mostrato l'esercito napoletano non come una massa di nemici della classe borghese, ma come il garante di quell'ordine sociale che era l'unica preoccupazione di quella classe. In effetti, fra le moti­vazioni che determinarono la piccola borghesia rurale per la soluzione uni-
15) À.S.N., Archivio Borbone, fascio 1262, follo 239.