Approvato il nuovo Statuto dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano

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Il ministero della Cultura di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze ha approvato – con il D.l. 383 del 23.11.2023 – il nuovo Statuto dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano proposto dal Commissario straordinario dell’Isri Alessandro Campi.

Il varo del nuovo Statuto si è reso necessario alla luce del Regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2023, n. 108, con il quale è stata disciplinata l’organizzazione e l’attività degli Istituti che compongono la Giunta storica nazionale. Nel nuovo Statuto sono stati recepiti i criteri ispiratori e le disposizioni operative previsti dal nuovo Regolamento. Al tempo stesso, si è preso spunto da questa obbligata revisione statutaria per definire un assetto di governance dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano più consono alla sua tradizione e alla sua peculiare natura associativa. E’ stato dunque restituito un ruolo importante, in termini di rappresentanza effettiva, ai Comitati territoriali. Per quanto concerne invece il Consiglio direttivo e di consulenza scientifica, la sua futura composizione terrà conto a sua volta delle specificità proprie dell’Istituto sin dalla sua fondazione. Il criterio della scientificità, riferito ai membri del Consiglio, è stato dunque declinato non in una chiave formalistica e rigidamente gerarchico-accademica, ma sostanziale, con l’idea di dare voce e rappresentanza a chiunque, purché in possesso dei necessari requisiti di rigore  e competenza, possa apportare un contributo fattivo alla vita dell’Istituto e al raggiungimenti dei suoi diversi fini istituzionali, così come fissati in modo articolato all’interno dello Statuto.

Con l’entrata in vigore di quest’ultimo, si apre insomma per l’Istituto una fase operativa nuova, in linea sia con il ruolo di assoluto prestigio che esso ha svolto per decenni nel panorama storico-culturale, sia con il rilievo simbolico in chiave nazionale che esso continua a svolgere in virtù della tradizione politica e dei valori civili di cui è depositario e custode.