Fonti Nuova Serie n.2
Carteggio familiare e politico – Volume I e II di Emilio Visconti Venosta e Giovanni Visconti Venosta
Emilio Visconti Venosta e Giovanni Visconti Venosta
Anno: 2026Pagine: 1110

Il Risorgimento e l’età liberale rivisti attraverso il carteggio dei fratelli Emilio e Giovanni (Gino) Visconti Venosta, protagonisti della Milano delle Cinque giornate e, dopo l’Unità, della Destra storica milanese. Così come i nodi cruciali della politica internazionale italiana: la Convenzione di settembre (1864), la terza guerra d’indipendenza (1866), la liberazione di Roma (1870) con Emilio Visconti Venosta a capo della diplomazia italiana. Ma anche la vita agreste in Valtellina, in particolare a Tirano e a Grosio, la passione dei due fratelli per la viticoltura, le gioie e i lutti familiari, il ritorno di Emilio alla guida della diplomazia tra il 1896 e il 1901, con il riavvicinamento alla Francia pur nella fedeltà alla Triplice Alleanza stipulata nel 1882 dal governo della Sinistra storica con Berlino e Vienna. Infine l’ultimo successo diplomatico di Emilio in qualità di primo delegato e ministro plenipotenziario del Regno d’Italia alla Conferenza di Algesiras (1906) per dirimere il dissidio franco-tedesco sulla questione marocchina. Un carteggio, questo dei fratelli Visconti Venosta, che ci consegna un’immagine politica, sociale e culturale in controluce dell’Italia e dell’Europa nella seconda metà dell’Ottocento e dei primi anni del nuovo secolo.
Emilio Visconti Venosta (Milano, 1829 – Roma, 1914) partecipò nelle file dei democratici alle Cinque giornate (18 – 22 marzo 1848) e agli avvenimenti politici e militari successivi, unendosi a Mazzini, di cui fu un fervente collaboratore. Dopo la guerra di Crimea (1855) e il Congresso di Parigi (1856) aderì alla politica unitaria di Cavour e intraprese dopo l’Unità una lunga carriera diplomatica in qualità di ministro degli Esteri nei governi della Destra storica fino alla sua caduta nel marzo del 1876. Tornò alla guida della diplomazia italiana, alternandosi con altri ministri degli Esteri, dal luglio 1896 al febbraio 1901. Concluse la carriera diplomatica nel 1906 in qualità di rappresentante italiano alla Conferenza di Algesiras.
Giovanni (Gino) Visconti (Milano, 1831 – ivi, 1906), seguì il fratello maggiore nelle vicende politiche milanesi, seppure in una posizione più defilata. Scrittore di scuola manzoniana, fu dopo l’Unità consigliere e assessore comunale di Milano per lunghi anni e tra i fondatori del giornale moderato milanese La Perseveranza. Ricoprì, inoltre, la carica di presidente del consiglio di amministrazione di diversi istituti bancari, della Società delle Strade Ferrate Meridionali e dell’Associazione Generale degli Operai. Fu promotore di diverse attività culturali e di carattere assistenziale.
Carlo M. Fiorentino, archivista e storico, ha lavorato a lungo presso l’Archivio Centrale dello Stato. Nei suoi studi si è occupato prevalentemente dei rapporti tra Stato e Chiesa, della corte dei Savoia e della Resistenza. Per l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano ha pubblicato le monografie Chiesa e Stato a Roma negli anni della Destra storica. Il trasferimento della capitale e la soppressione delle Corporazioni religiose (1996) e Un esule polacco in Italia. Władysław Sas Kluczycki (1831-1895) (2003).
Prezzo: € 90,00
Opera in due volumi non vendibili separatamente

