Atti Nuova Serie 1

Salvatore Morelli: patriota e riformatore

Rossella Bufano
Anno: 2025Pagine: V-179

Salvatore Morelli nasce a Carovigno, in Terra d’Otranto, il primo maggio 1824, in una famiglia che ricopre una posizione economica e sociale di rilievo nel paese, e muore in assoluta povertà a Pozzuoli il 22 ottobre 1880. Consacra la sua intera vita prima alla patria, trascorrendo dodici anni in diverse prigioni borboniche, e dopo al Regno d’Italia, in veste di scrittore politico, consigliere comunale a Napoli (eletto nel 1863 e nel 1865) e deputato del Regno (per quattro legislature, dal 1867 al 1880, eletto nel collegio di Sessa Aurunca). Le radici del suo pensiero politico si trovano nelle teorie dell’Ottocento europeo: sansimonismo, radicalismo, liberalismo. Alla Camera, vicino al libero pensiero, al socialismo, alla sinistra in generale, Morelli si distingue come riformista radicale fondamentalmente indipendente. Con la sua attività politica persegue tre obiettivi imprescindibili, a suo avviso, per l’affermazione di un vero Stato liberale: la laicità dello Stato e il ridimensionamento del culto religioso nella famiglia e nella Chiesa; la laicità, obbligatorietà, gratuità e parità dell’istruzione; l’emancipazione civile e politica della donna.

La donna e la scienza – intesa come conoscenza non dogmatica ma empirica, alla base del progresso individuale e collettivo – per Morelli sono i fondamenti necessari per il rinnovamento dello Stato che può aversi solo con il rinnovamento della sua cellula base, di bodiniana memoria, la famiglia. Il “sistema della riflessione” è l’unico metodo per produrre la vera scienza, alla portata di tutti, senza distinzione di genere, età e ceto sociale; la donna è il mezzo “trasmissorio” più idoneo essendo colei che genera e trasmette il linguaggio e i primi rudimenti ai futuri cittadini.

Morelli è talmente visionario da proporre riforme circa un centinaio di anni prima della loro acquisizione nel sistema legislativo italiano come il diritto di voto alle donne (1867/1945), il diritto di famiglia fondato sulla parità dei coniugi (1874/1975), il divorzio (1874/1970). Convinto che i mali della società (dal brigantaggio alla prostituzione) siano debellabili eradicando l’ignoranza e la povertà, avanza proposte di riforma in ogni ambito: potenziamento delle infrastrutture; riforma agraria e bonifiche delle terre paludose; scuole professionali per generare sviluppo; migliori condizioni di lavoro per donne e fanciulli; accesso delle donne all’università e rimozione delle discriminazioni per le assunzioni nel mondo del lavoro impiegatizio; conversione delle spese militari in interventi di carattere sociale e arbitrato internazionale per la composizione dei conflitti; riforma penale e abolizione della pena di morte; riforma dello Statuto albertino e decentramento amministrativo.

Rossella Bufano è abilitata Professoressa II fascia in Storia del pensiero e delle istituzioni politiche, assegnista in Storia del pensiero e delle istituzioni politiche (Università di Cassino e del Lazio Meridionale), ViceDirettrice, Coordinatrice area Ricerca del Centro Studi Osservatorio Donna (Università del Salento), vicepresidente del Comitato Scientifico Nazionale Salvatore Morelli. Componente di diverse associazioni scientifiche nazionali e internazionali, ha all’attivo numerosi convegni e pubblicazioni sui temi: cittadinanza, partecipazione politica delle donne, opinione pubblica, costituzionalismo durante la Rivoluzione francese; storia delle istituzioni e pensiero politico post risorgimentale italiano (in particolare Salvatore Morelli e la mazziniana Gualberta Alaide Beccari). Tra le pubblicazioni recenti: «Anche noi siamo cittadini». Quali diritti politici per le donne nella Rivoluzione Francese?, II edizione rivista e ampliata (2023); La mère citoyenne. Éléments nouveaux sur le droit de vote des femmes pendant la Révolution française, «Annales historiques de la Révolution française» (2023); con C. Sunna, The economic thought on women in post-unified Italy and the liberal conception of emancipation of women journalists (1861-1902), «European Journal of the History of Economic Thought» (2025).

€ 18,00

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