Istituto per la storia del Risorgimento italiano

Museo Centrale del Risorgimento di Roma

Il Vittoriano

                                      
 
   
L’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano ha sede nel complesso monumentale del Vittoriano le cui vicende si intrecciano con quelle dell’Italia postunitaria. Alla morte di Vittorio Emanuele II (9 gennaio 1878) il governo italiano su proposta del ministro degli Interni, Giuseppe Zanardelli, stabiliva di erigere a Roma un monumento per commemorare il primo re d’Italia.  Veniva costituita un’apposita commissione con l’incarico di redigere un progetto architettonico e  individuare uno spazio idoneo dove potesse essere eretto il monumento. In un primo momento veniva individuato come luogo deputato alla sua costruzione la Piazza delle Terme di Diocleziano antistante alla stazione Termini, successivamente la commissione bandiva un concorso internazionale per il quale furono presentati ben 293 progetti che furono, però, tutti bocciati in quanto nessuno di essi era riuscito nell’intento di riassumere la storia della nazione nella figura di Vittorio Emanuele II.
Nel 1882 venne bandito un secondo concorso, riservato soltanto ad artisti italiani che dovevano nei loro progetti adattarsi a un programma architettonico più definito. Veniva, infatti, stabilito che il monumento  dovesse sorgere sull’altura settentrionale del Colle Capitolino, nel centro quindi della vita amministrativa della città, e dovesse essere composto da tre parti: una statua equestre, un fondale architettonico e delle scalee. Anche questo concorso non vedeva, però, assegnata la vittoria ad alcun concorrente.
Vennero  allora chiamati  i tre architetti che erano stati riconosciuti come i migliori al concorso precedente, Bruno Schmitz, Manfredo Manfredi e Giuseppe Sacconi, e invitati a presentare i loro progetti.  Nel giugno del 1884 veniva scelto per l’esecuzione del monumento il progetto dell’architetto Sacconi.
Il progetto vincitore concepiva un monumento che si richiamava nella struttura al modello dei grandi santuari dell’antichità classica e proponeva una serie di raffigurazioni artistiche che rispondevano perfettamente al carattere simbolico del monumento stesso, inteso non solo come glorificazione della monarchia sabauda ma anche come esaltazione e sintesi degli ideali risorgimentali realizzatisi con l’Unità d’Italia.
Alla fine del 1884 Giuseppe Sacconi veniva nominato direttore dei lavori  che avevano inizio nel 1885.  Sacconi cominciò ben presto ad apportare modificazioni al progetto iniziale che divennero sempre più evidenti dopo la sua morte, avvenuta nel 1905, quando subentrarono nella direzione dei lavori tre architetti: Gaetano Koch, Manfredo Manfredi e Pio Piacentini. 
Il 4 giugno 1911 in occasione dell’Esposizione internazionale per le celebrazioni del cinquantenario dell’Unità si svolse l’inaugurazione del monumento alla presenza del re Vittorio Emanuele III, della famiglia reale, del presidente del Consiglio, Giovanni Giolitti, del sindaco di Roma, Ernesto Nathan, dei sindaci di tutte le città italiane che erano giunti nella capitale, di oltre tremila alunni delle scuole romane e di una folla immensa.
Nel 1921 nella cripta ideata dall’architetto Armando Brasini venne tumulata la salma del Milite Ignoto, mentre tra il 1925 e il 1927 vennero posizionate sui propilei la Quadriga dell’Unità di Carlo Fontana e la Quadriga della Libertà di Paolo Bartolini. Con l’aggiunta di una nuova ala, costruita da Armando Brasini nel 1935, la fabbrica del monumento poteva dirsi conclusa.
 
 
Per saperne di più:
Il Vittoriano. Un Valhalla per il Re Galantuomo, Roma, Carocci, 2004.
Catherine Brice, Il Vittoriano. Monumentalità pubblica e politica a Roma, trad. di Luisa Collodi, Roma, Archivio Guido Izzi, 2005.Il contributo lombardo alla nascita del Vittoriano. Cultura e lavoro nella Brescia tra Otto e Novecento, a cura di Paolo Catterina, Brescia, Liberedizioni, 2010.
Cento anni del Vittoriano 1911-2011. Atti della giornata di studio tenutasi il 4 giugno 2011 al Vittoriano in occasione del Centenario dell'inaugurazione del Monumento, a cura di Romano Ugolini, (Istituto per la storia del Risorgimento italiano), Roma, Gangemi, 2012  

                                                                                                                                                                                                                                                                 
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